Midora Atelier Gastronomico: a Milano la gastronomia su misura

Midora Atelier Gastronomico, quando la distribuzione alimentare diventa ricerca gastronomica

A Milano il mondo della distribuzione alimentare incontra quello della ricerca gastronomica e della personalizzazione. Si chiama Midora Atelier Gastronomico la nuova realtà fondata nel 2026 da Camilo Becerra e Jaime Riffo, con l’obiettivo di proporre un modello di distribuzione rivolto alla ristorazione professionale, nel quale la selezione degli ingredienti si accompagna alla possibilità di sviluppare prodotti pensati sulle esigenze degli chef.

Non un semplice catalogo di specialità alimentari, dunque, ma un progetto che punta a costruire un dialogo diretto tra produttori e professionisti della cucina, trasformando le richieste del mercato in nuove opportunità di sviluppo.

La presentazione ufficiale si è tenuta il 3 novembre nella sede milanese di via Privata Oslavia 17, occasione per raccontare la filosofia dell’azienda, le collaborazioni avviate e un’offerta che comprende 380 referenze suddivise in 17 categorie.

Dalla selezione degli ingredienti al prodotto personalizzato

Il concetto alla base di Midora è racchiuso in una domanda: cosa succede quando un prodotto necessario a uno chef non esiste ancora sul mercato?

La risposta del progetto è nella collaborazione con i produttori per sviluppare ingredienti e lavorazioni capaci di rispondere a esigenze specifiche. Un approccio che supera la tradizionale attività di distribuzione e attribuisce al distributore un ruolo attivo nella costruzione dell’offerta gastronomica.

Due esempi raccontano concretamente questa filosofia. Il primo è il polpo cotto del Cantabrico, sviluppato da Camilo Becerra insieme a Don Bocarte attraverso una ricetta dedicata alle preferenze del mercato italiano.

Il secondo è la Paleta Nobile Nazionale senza osso, realizzata in collaborazione con Devodier, storica realtà parmense specializzata nella salumeria stagionata. Il progetto nasce dall’idea di proporre un’alternativa italiana alla tradizionale paleta spagnola, unendo un formato ispirato alla cultura gastronomica iberica alle competenze produttive italiane.

Due percorsi differenti, accomunati dalla stessa intuizione: partire dalle necessità di chi cucina per arrivare a un prodotto progettato insieme a chi lo realizza.

Camilo Becerra, il terzo occhio degli chef

Dietro il progetto c’è soprattutto l’esperienza di Camilo Becerra, originario di Santiago del Cile, arrivato a Milano a 22 anni per studiare Industrial Design. Dopo un percorso di formazione che comprende anche un master in neuromarketing, si avvicina al mondo del food & beverage attraverso l’importazione di vini cileni.

Nel 2007 inizia a lavorare nella distribuzione alimentare, costruendo negli anni una rete di relazioni con produttori, fornitori e professionisti dell’alta ristorazione italiana e internazionale.

Un’esperienza che gli ha permesso di sviluppare una conoscenza approfondita delle materie prime, delle lavorazioni e delle necessità delle grandi cucine.

«Mi piace pensare di essere il terzo occhio dello chef», racconta Becerra. Una definizione che sintetizza bene il ruolo che intende attribuire a Midora: ricercare ingredienti, intercettare nuove tendenze, incontrare produttori e portare agli chef informazioni e soluzioni che possano diventare parte del loro lavoro quotidiano.

La metafora scelta per descrivere questo modello è quella dell’alta sartoria. Come un couturier realizza un abito partendo dalle caratteristiche e dalle richieste del cliente, così l’atelier gastronomico costruisce una proposta intorno alle esigenze di chi lavora in cucina.

Il progetto è condiviso con Jaime Riffo, imprenditore cileno con esperienza internazionale, che ha creduto nell’iniziativa contribuendo al suo sviluppo e alla sua struttura finanziaria.

380 referenze tra eccellenze italiane e specialità internazionali

Il catalogo Midora attraversa diverse tradizioni gastronomiche, con una selezione che mette insieme materie prime pregiate, prodotti di nicchia e ingredienti destinati alla cucina professionale.

Tra le eccellenze italiane figurano il riso Carnaroli Classico Meracinque, il riso Dama, il lardo di Arnad e il capocollo toscano proveniente da allevamenti non intensivi.

La proposta internazionale comprende invece Rubia Gallega, Wagyu giapponese A5, Black Angus, caviali, acciughe del Cantabrico, crostacei, molluschi, tartufi, funghi, salumi e formaggi.

Accanto alle materie prime trovano spazio anche ingredienti e preparazioni pensati per rispondere alle esigenze operative di ristoranti, hotel e catering.

Tra i partner selezionati ci sono Spirito Contadino, specializzato in verdure per la ristorazione, Fratelli Podda per il comparto caseario, Bottarga Smeralda e TQB – Tanto Quanto Basta, con le sue specialità siciliane.

La ricerca si estende anche al mondo delle botaniche e degli ingredienti tecnici con Germinarte – Aromata, mentre Masdeu propone basi croccanti per finger food e catering e la maison francese La Compagnie des Desserts completa l’offerta con preparazioni di pasticceria, boulangerie e snacking.

La filiera al centro: dalle carni grass-fed alla conoscenza della materia prima

Un altro aspetto della proposta riguarda l’attenzione alla provenienza degli ingredienti e ai sistemi produttivi.

In un mercato nel quale il consumatore e il professionista della ristorazione chiedono informazioni sempre più precise su ciò che arriva nel piatto, conoscere la filiera diventa un elemento importante nella scelta delle materie prime.

Midora propone, tra le altre referenze, una selezione di carni grass-fed provenienti da Australia, Stati Uniti e Nuova Zelanda.

Il termine identifica carni ottenute da animali alimentati con erba e foraggio. Si tratta di una caratteristica produttiva che offre ulteriori informazioni sulla materia prima e sulle modalità di allevamento, senza essere automaticamente assimilabile a una certificazione biologica o a una garanzia assoluta di sostenibilità.

L’attenzione si sposta quindi oltre la semplice etichetta, verso una valutazione più consapevole dell’origine, delle caratteristiche e delle lavorazioni dei prodotti.

Un servizio dedicato alla ristorazione professionale

La ricerca gastronomica è accompagnata da un’organizzazione logistica pensata per le necessità del settore professionale.

Midora si rivolge principalmente a ristoranti, hotel e catering, proponendo consegne in giornata a Milano e nelle aree limitrofe servite, con tempi indicativi di 48 ore nel resto d’Italia.

Un servizio che punta a integrare la disponibilità delle materie prime con la continuità delle forniture, un aspetto particolarmente importante per le cucine professionali, dove organizzazione, tempi e qualità del prodotto devono procedere insieme.

La presentazione milanese e le collaborazioni

La serata del 3 novembre ha rappresentato il primo appuntamento ufficiale per conoscere da vicino il progetto e i suoi protagonisti.

L’organizzazione dell’evento è stata affidata a Gustavo 28 Eventi, agenzia guidata da Emma Turini, con il coinvolgimento di diversi partner del mondo gastronomico e produttivo.

Tra questi Abrigo Fratelli, storica azienda vitivinicola familiare delle Langhe attiva dal 1935, e Cascina Langairolo, realtà di Neive fondata nel 2018 da Roberto Fenocchio. Le due cantine hanno accompagnato la presentazione con una selezione di vini, tra cui l’Alta Langa DOCG Sivà e il Diano d’Alba premiato con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, oltre a un rosato e a un Moscato secco.

Tra gli altri partner figurano Danish Crown, Valdotaine e Josper Grill. Il catering è stato curato da Giacomo Milano, mentre il supporto tecnico audio e video è stato affidato a SG Lighting.

Una nuova interpretazione della distribuzione gastronomica

Il progetto Midora si inserisce in un settore nel quale la qualità del prodotto non rappresenta più l’unico elemento distintivo. Per gli chef e i professionisti della ristorazione diventano sempre più importanti la possibilità di accedere a ingredienti specifici, la conoscenza dei produttori, la continuità delle forniture e la capacità di trovare risposte a esigenze che spesso non trovano spazio nei cataloghi tradizionali.

È proprio in questo spazio che Midora Atelier Gastronomico intende costruire la propria identità: mettere in relazione chi produce e chi cucina, facendo della ricerca e della personalizzazione gli strumenti per sviluppare nuove proposte gastronomiche.

Perché, a volte, la vera innovazione non consiste nello scoprire un prodotto già esistente, ma nel riuscire a immaginare e realizzare quello che ancora manca.

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 Foto: Redazione Sorsi di Morsus

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