Raito Fantastic Fusion celebra il Veg Day 2026 con nuovi piatti vegetali

A Brera, la cucina fusion incontra il mondo vegetale: le nuove proposte di Raito

Il 1° novembre, in occasione del Veg Day 2026, Raito Fantastic Fusion porta a tavola una nuova selezione di piatti vegetali che attraversano sapori giapponesi e suggestioni mediterranee. Nel quartiere milanese di Brera, il ristorante amplia la propria proposta con melanzane al miso, polenta grigliata, nigiri di verdure e preparazioni a base di tofu, funghi e alghe. Una carta che mette al centro la varietà degli ingredienti vegetali, senza rinunciare alla cifra fusion del locale.

Veg Day: quando la cucina fusion esplora nuovi ingredienti

La cucina vegetale non si esaurisce nelle alternative ai piatti tradizionali. Può diventare uno spazio di ricerca sugli ingredienti, sulle consistenze e sugli incontri tra culture gastronomiche differenti. È questa la direzione delle nuove proposte di Raito Fantastic Fusion, che sceglie il Veg Day del 1° novembre per introdurre una serie di preparazioni dedicate a chi segue un’alimentazione plant-based o desidera semplicemente ampliare le proprie possibilità di scelta a tavola.

Il progetto nasce dal lavoro dei sushiman del ristorante, che possono contare su un’esperienza ventennale maturata negli storici ristoranti Kanji di Milano, e sulla consulenza di chef italiani. Il risultato è una selezione che prende spunto dalla cucina giapponese, ma si apre a ingredienti e abbinamenti riconoscibili anche nella tradizione mediterranea.

Non soltanto verdure utilizzate come sostituti del pesce, dunque, ma ingredienti protagonisti di preparazioni autonome, nelle quali miso, yuzu, sesamo e agrumi dialogano con funghi, melanzane, zucchine e peperoni.

Le sette nuove proposte: dal miso agli agrumi

Tra i piatti che caratterizzano la nuova selezione, le melanzane al miso bianco con panko croccante e scorza di limone giocano sull’incontro tra morbidezza e croccantezza, con una componente agrumata che completa il profilo del condimento giapponese.

Un altro abbinamento interessante è quello della polenta grigliata con salsa yuzu miso, funghi misti di bosco ed edamame. Qui la cucina fusion si sposta verso un ingrediente profondamente legato alla tradizione italiana, la polenta, e lo mette in relazione con sapori e prodotti della cucina asiatica. Il risultato è una proposta che accosta familiarità e contaminazione senza perdere di vista la riconoscibilità degli ingredienti.

Anche il formato del nigiri viene reinterpretato in chiave vegetale. Le nuove versioni prevedono zucchine grigliate al limone oppure peperoni rossi accompagnati da un trito mediterraneo di olive, capperi e pomodori secchi. Due combinazioni che si allontanano dalla consueta immagine del sushi, mantenendone però la forma e la costruzione.

La selezione prosegue con il cavolfiore saltato al cumino e servito con salsa allo yogurt e il tofu grigliato alla soia chiara. A completare le novità arriva la Edamame Wakame Agrumi Salad, un’insalata fresca che riunisce alghe, edamame e cetrioli, con un dressing agli agrumi e sesamo bianco.

È proprio nella scelta dei condimenti che si riconosce uno degli aspetti più interessanti di questa proposta: miso, yuzu, soia, cumino e agrumi diventano strumenti per lavorare sulla profondità del gusto, senza affidare alle verdure un ruolo secondario.

Non soltanto sushi: la contaminazione passa dagli ingredienti

La proposta di Raito si inserisce in un percorso gastronomico che ha nella contaminazione tra cucina orientale e mediterranea uno dei suoi elementi distintivi. Il ristorante, in via San Marco 25, a Milano, è legato alla storia dei ristoranti Kanji e ha costruito la propria identità su una carta che affianca preparazioni giapponesi, piatti fusion e interpretazioni occidentali.

Le novità del Veg Day ampliano questo linguaggio attraverso ingredienti che non appartengono esclusivamente alla tradizione del sushi. La polenta, i funghi di bosco, i capperi e i pomodori secchi entrano in una composizione gastronomica che dialoga con miso, wakame, edamame e salsa yuzu.

È un modo per uscire dall’idea che mangiare vegetale significhi limitarsi a ordinare un piatto di verdure o una versione semplificata di una preparazione tradizionale. In questa selezione, ogni ingrediente ha una funzione precisa nella costruzione del piatto: consistenza, sapidità, freschezza o contrasto.

Una precisazione per chi segue un’alimentazione rigorosamente vegana: la presenza della salsa allo yogurt in una delle preparazioni significa che non tutti i piatti descritti possono essere considerati automaticamente vegani. Per conoscere ingredienti, eventuali derivati animali e possibili contaminazioni, è opportuno verificare direttamente con il ristorante prima di ordinare.

Cosa rende interessante la proposta vegetale di Raito

  • Melanzane al miso bianco: una preparazione che combina la morbidezza della melanzana con panko croccante e scorza di limone.
  • Polenta grigliata: l’incontro tra un ingrediente della tradizione italiana, funghi di bosco, edamame e salsa yuzu miso.
  • Nigiri vegetali: due interpretazioni, con zucchine grigliate al limone oppure peperoni rossi, olive, capperi e pomodori secchi.
  • Tofu alla soia chiara: una proposta che porta in carta un ingrediente centrale in molte cucine asiatiche.
  • Edamame Wakame Agrumi Salad: alghe, edamame e cetrioli con dressing agli agrumi e sesamo bianco.
  • Una carta da verificare: chi segue un’alimentazione vegana deve informarsi sulla composizione delle singole preparazioni, in particolare per la presenza di yogurt.

La cucina vegetale come terreno di incontro

La selezione presentata per il Veg Day non cambia la natura di Raito, ma ne amplia le possibilità espressive. Il dato interessante è il modo in cui ingredienti appartenenti a tradizioni gastronomiche differenti vengono messi in relazione, senza che la componente vegetale debba necessariamente imitare quella animale.

Dalla polenta ai nigiri, passando per miso, tofu e alghe, la cucina fusion trova così un’altra occasione per raccontare la propria identità: non una semplice somma di culture gastronomiche, ma un dialogo costruito attraverso gli ingredienti.

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 Foto: Antonio Donvito

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