Cantina Futurista Treviso: la vendemmia si guarda dal ristorante

A Treviso la cantina diventa spettacolo: l’uva fermenta dietro il vetro

A Cantina Futurista Treviso la vendemmia non resta nascosta dietro le porte della cantina. Per tutto settembre, all’ora dell’aperitivo, la vinificazione diventa parte dell’esperienza al ristorante: oltre le grandi vetrate si possono osservare le uve trasformarsi, mentre in sala si beve, si mangia e si sta insieme. Il progetto dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto porta così la produzione del vino dentro la città.

Una cantina urbana nel cuore di Treviso

Siamo in via Fonderia 41, in uno spazio di 750 metri quadrati distribuiti tra piano terra e soppalco. Il progetto nasce dall’incontro tra le competenze dei due fratelli: Enrico, enologo con esperienze in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, segue la vinificazione; Alberto, bartender con un passato tra l’Italia e Londra, si occupa invece della sala, della cucina e del cocktail bar.

Il cuore di Cantina Futurista è però la cantina a vista. Le aree dedicate alla produzione sono separate dal ristorante da grandi lastre di vetro. Il vino, quindi, non è soltanto ciò che arriva nel bicchiere: diventa anche qualcosa da osservare mentre prende forma.

Al centro della sala principale, una grande vasca di vinificazione accoglie inoltre un olivo secolare. Natura e architettura convivono così nello stesso ambiente, mentre la produzione rimane visibile agli ospiti.

L’idea è semplice ma cambia il rapporto con il vino. La vendemmia, normalmente legata alle campagne e agli spazi produttivi, entra in un contesto urbano e diventa parte del tempo trascorso al ristorante.

A settembre la vinificazione si guarda dall’aperitivo

Per tutto il mese di settembre, durante l’aperitivo, le grandi vetrate permettono di seguire alcune delle lavorazioni in corso. Tra le uve protagoniste ci sono Incrocio Manzoni macerato, Traminer a macerazione leggera, Malbech, Teroldego destinato all’invecchiamento, Ciliegiolo affinato in anfora e Vermentino col fondo.

Non si tratta quindi di una semplice esposizione della cantina. Il pubblico può osservare una fase reale della produzione e riconoscere, almeno in parte, i passaggi che precedono l’arrivo del vino in bottiglia.

Per chi conosce il vino soprattutto attraverso la degustazione, è un cambio di prospettiva interessante. Prima del calice esistono infatti uve, fermentazioni, contenitori, tempi di affinamento e decisioni tecniche.

Le bottiglie prodotte durante questa vendemmia non saranno disponibili immediatamente. Dopo l’affinamento, le etichette vinificate “in diretta” arriveranno alla mescita a partire dal prossimo anno.

Il percorso culminerà il 3 ottobre con una giornata dedicata alla vendemmia, pensata come momento di festa e approfondimento.

Enrico e Alberto Fagotto: due competenze, un progetto

La divisione dei ruoli è uno degli elementi caratterizzanti di Cantina Futurista. Enrico Fagotto porta nel progetto la formazione enologica e lavora alla produzione utilizzando anche anfore e barrique.

La produzione iniziale comprende 20 etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con un affinamento minimo di tre anni. Le uve vengono selezionate attraverso una rete di conferitori di fiducia.

Alberto Fagotto lavora invece sul lato dell’accoglienza. La sua esperienza nel bartending internazionale si riflette nella presenza di un cocktail bar che dialoga con la parte enologica.

La proposta comprende una linea di otto distillati prodotti in esclusiva su ricette originali. Tra questi ci sono Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca. La carta si completa con whisky e rum premium, sviluppati in collaborazione con Rossi e Rossi, attraverso il marchio Wilson & Morgan.

In questo modo il progetto non si ferma alla produzione del vino. La cantina diventa il punto d’incontro tra enologia, cucina e miscelazione.

Vini col fondo, macerazioni e Metodo Classico

La stessa ricerca si ritrova nella carta dei vini, costruita intorno a fermentazioni spontanee, macerazioni e interpretazioni differenti della materia prima.

Tra le bollicine compaiono i vini col fondo Caneva, da uve Glera, e Duro, da Durella. Il Metodo Classico comprende invece il Riesling Italico “Hahahahah” e il Pinot Nero “Pino”, affinato per 36 mesi.

La selezione dei bianchi si muove tra blend di Bronner e Chardonnay e vitigni come la Boschera, fermentata in acciaio e barrique. Una parte importante della proposta è dedicata agli orange wine, con etichette come il Sovinier Gris, lasciato a contatto con le bucce per 40 giorni, e il Famoso, ottenuto con lieviti indigeni e macerato per 45 giorni.

Anche i rossi seguono percorsi diversi. Si va dal Pinot Nero “Ombra Rosso”, vinificato in acciaio, a interpretazioni più strutturate come il Sangiovese romagnolo “Amen” e il blend di Merlot, Cabernet e Marzemino “Moro”.

Tra le proposte più particolari c’è infine “1/2 Pieno”, un Sangiovese passito lavorato con metodo solera.

Dal ristorante al canale della Piavesella

L’intervento di ristrutturazione ha interessato anche gli spazi destinati all’accoglienza. Oltre alla cantina e al ristorante, Cantina Futurista dispone di uno shop interno e di una stanza di stoccaggio a temperatura controllata a 15 °C.

All’esterno, il plateatico si affaccia sul canale della Piavesella. La dimensione urbana del progetto incontra così quella più tranquilla dell’acqua e degli spazi aperti.

Il risultato è un luogo in cui produzione e consumo non sono separati. Si può bere un calice, ordinare qualcosa dalla cucina, osservare una fermentazione oltre il vetro oppure fermarsi al cocktail bar.

La vendemmia diventa, in questo contesto, qualcosa che si può vedere mentre accade. Ed è proprio questa la particolarità di Cantina Futurista: portare uno dei momenti più legati alla campagna dentro una città come Treviso, senza nascondere il lavoro che trasforma l’uva in vino.

Cosa rende interessante Cantina Futurista

  • La cantina è a vista: la vinificazione può essere osservata direttamente dalle sale del ristorante.
  • Settembre è il mese della vendemmia: durante l’aperitivo sono visibili diverse lavorazioni delle uve.
  • La produzione è articolata: 20 etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con almeno tre anni di affinamento.
  • Il vino dialoga con la miscelazione: il progetto comprende otto distillati prodotti in esclusiva e un cocktail bar.
  • La carta punta sulla ricerca: fermentazioni spontanee, macerazioni, vini col fondo, anfore e affinamenti differenti caratterizzano la selezione.
  • Il 3 ottobre arriva la festa della vendemmia: sarà il momento conclusivo del percorso iniziato durante settembre.

Quando il vino smette di essere soltanto un calice

Cantina Futurista parte da un gesto concreto: rendere visibile ciò che normalmente accade lontano dagli occhi del cliente. La cantina entra così nel ristorante e la vendemmia diventa esperienza.

A Treviso, il vino non viene soltanto raccontato o servito. Per un periodo dell’anno si può anche guardare mentre comincia il suo viaggio.

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Foto: Ufficio Stampa

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