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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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Quando Milano incontra la Corea: risotto e mondeghili con kimchi e tteokgalbi
Il K-Food Pop-Up Milano arriva alla sua giornata conclusiva mettendo a tavola due tradizioni gastronomiche lontane solo in apparenza. Fino al 26 settembre, nello showroom Signature Kitchen Suite di via Manzoni 47, il risotto alla milanese e i mondeghili incontrano kimchi e tteokgalbi. Il risultato sono due ricette firmate dallo chef Fabrizio Ferrari, pensate per raccontare il dialogo tra cucina italiana e coreana.
Il primo incontro parte da uno dei piatti più riconoscibili della cucina milanese. Il Risotto alla Milanese con Kimchi mantiene infatti la struttura della ricetta tradizionale: riso tostato, vino bianco, brodo, zafferano, burro e Parmigiano Reggiano.
A cambiare è il contrappunto finale. Il kimchi viene saltato con lo ssamjang e aggiunto al risotto come elemento capace di introdurre sapidità, acidità e una componente speziata. A completare il piatto arriva una gremolata di prezzemolo, scorza di limone e aglio.
Il risultato non cerca di cancellare l’identità del risotto. Al contrario, parte proprio dalla sua riconoscibilità per introdurre ingredienti e sapori della cucina coreana.
È un approccio che ritorna anche nella seconda ricetta proposta dallo chef Fabrizio Ferrari.

Il Mondeghili di Tteokgalbi con insalata russa al Kimchi mette a confronto due preparazioni accomunate dalla forma della polpetta, ma legate a tradizioni differenti.
Il mondeghilo appartiene alla cucina milanese. Il tteokgalbi, invece, è una preparazione coreana a base di carne macinata, speziata e glassata.
Per questa rilettura, la carne viene lavorata con succo di pera e salsa di soia. Le polpette vengono poi rosolate e completate con una glassa ristretta a base di soia e miele.
Accanto arriva un’insalata russa con dressing al succo di kimchi e kimchi tritato. Anche in questo caso, quindi, la ricetta conserva un riferimento preciso alla cucina italiana, mentre introduce tecniche, ingredienti e sapori coreani.
Il punto interessante sta proprio qui: la contaminazione non viene costruita soltanto attraverso l’aggiunta di un ingrediente esotico. Le due ricette cercano invece un terreno comune tra preparazioni, consistenze e abitudini gastronomiche.
Le due ricette sono soltanto una parte del programma del K-Food Pop-Up. Dal 17 al 26 settembre, lo showroom SKS di via Manzoni ospita 34 appuntamenti gratuiti tra showcooking, degustazioni, workshop, masterclass e altre attività dedicate alla cultura coreana.
Il cibo resta il centro dell’esperienza. Il pubblico può conoscere alcuni degli ingredienti più rappresentativi della cucina coreana, a partire dal kimchi, alimento fermentato simbolo della gastronomia del Paese.
Accanto al kimchi trovano spazio paste e salse come doenjang, ganjang, gochujang e ssamjang. Il percorso comprende inoltre ramyeon, tteokbokki, snack, dolci e bevande.
L’idea non è soltanto assaggiare prodotti nuovi. Le diverse attività permettono di capire come vengono utilizzati e come possano entrare anche nella cucina quotidiana italiana. Alcuni dei prodotti protagonisti del pop-up sono inoltre disponibili per l’acquisto attraverso il rivenditore autorizzato PacMall.

Il K-Food Pop-Up allarga poi lo sguardo oltre la cucina. Accanto agli appuntamenti gastronomici, il programma comprende attività dedicate a K-Beauty, wellness, K-Pop e lifestyle coreano.
Questa dimensione più ampia aiuta a leggere l’iniziativa non soltanto come una rassegna gastronomica. Il cibo diventa infatti una delle porte d’ingresso per conoscere una cultura contemporanea attraverso ingredienti, gesti, rituali e forme di socialità.
La manifestazione è promossa dal Ministry of Agriculture, Food and Rural Affairs e dalla Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation (aT). Il programma ufficiale prevede attività dal 17 al 26 settembre, con apertura dello spazio dalle 11 alle 20.
Per chi vuole approfondire la cucina coreana, il calendario comprende anche lezioni di cucina e appuntamenti con chef. Tra questi, lo chef Fabrizio Ferrari è protagonista di una cooking class dedicata alla cucina fusion italo-coreana e alla preparazione del kimchi fresco.
Risotto e kimchi, mondeghili e tteokgalbi funzionano perché nessuno dei due mondi deve scomparire nell’altro. La cucina diventa così un linguaggio per avvicinare tradizioni differenti, partendo da qualcosa di familiare e aprendolo a nuovi sapori.
È forse questo il passaggio più interessante del K-Food Pop-Up: non portare semplicemente la Corea a Milano, ma mostrare cosa può accadere quando due cucine si incontrano davvero a tavola.
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