Vedelago, il Patto urbano ripensa gli spazi comuni

A Vedelago il futuro degli spazi comuni si progetta insieme

A Vedelago, nel Trevigiano, quattro anni di confronto tra parrocchie, cittadini, tecnici e amministrazione comunale arrivano a un primo passaggio pubblico. Dal 26 settembre all’11 novembre 2026, la Sala consiliare del Comune ospita Progettiamo Vedelago. Gli spazi comuni sono di tutti, mostra che racconta il percorso alla base del nuovo Patto urbano tra Comune e Collaborazione Pastorale.

Il Patto urbano di Vedelago parte dalla comunità

La storia comincia nel 2022, quando la Collaborazione Pastorale di Vedelago avvia una riflessione sulla valorizzazione delle proprie strutture coinvolgendo le parrocchie di Barcon, Fanzolo, Vedelago, Fossalunga, Albaredo, Cavasagra e Casacorba.

Il percorso, coordinato da 593 Studio, ha coinvolto oltre 200 persone tra gruppi parrocchiali, parroci e organi di partecipazione. L’obiettivo non era individuare semplicemente una nuova funzione per alcuni edifici, ma interrogarsi sul ruolo che questi luoghi possono avere nella vita quotidiana del territorio.

La riflessione si è concentrata in particolare sui centri di Vedelago e Cavasagra, individuati come luoghi strategici per le rispettive comunità.

A un certo punto, però, la questione degli spazi parrocchiali ha incrociato quella degli spazi pubblici. È proprio questa sovrapposizione di interessi ad aver portato il Comune a entrare nel percorso e a provare a immaginare insieme il futuro di luoghi che, pur avendo una storia legata alla vita religiosa, vengono vissuti anche da associazioni, famiglie, volontari e cittadini.

È da qui che nasce il Patto urbano, siglato tra Comune di Vedelago e Collaborazione Pastorale e accompagnato dalla Diocesi di Treviso, con il supporto di 593 Studio. Il Comune indica la firma come l’avvio di una nuova fase, nella quale gli scenari elaborati durante il percorso potranno essere trasformati in azioni concrete.

La mostra di Vedelago racconta come si costruisce un progetto

La mostra Progettiamo Vedelago. Gli spazi comuni sono di tutti non presenta quindi un’opera già definita.

Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa.

Nella Sala consiliare arrivano mappe, analisi territoriali, pannelli utilizzati durante gli incontri, planimetrie, plastici, documenti di sintesi e fotografie. Sono materiali che permettono di seguire il percorso dalle prime osservazioni fino agli scenari progettuali elaborati nel confronto tra i diversi soggetti.

Il Comune precisa che non si tratta di un progetto definitivo, ma di una base da cui continuare a immaginare e costruire insieme. La mostra diventa così anche uno strumento per restituire alla cittadinanza il lavoro svolto e aprire una nuova fase di partecipazione.

È una modalità interessante di raccontare la trasformazione urbana: prima ancora del disegno finale, vengono messi in mostra i passaggi attraverso i quali una comunità prova a capire cosa vuole fare dei propri luoghi.

Quando gli spazi parrocchiali diventano una questione pubblica

Il tema va oltre la singola mostra.

In molti centri italiani, gli edifici e gli spazi legati alle parrocchie hanno avuto per decenni una funzione che non coincideva soltanto con quella religiosa. Sale, cortili, oratori e strutture comunitarie sono stati luoghi di incontro, educazione, volontariato e socialità.

A Vedelago il tentativo è quello di partire da questa realtà per costruire una progettualità condivisa.

Il sindaco Giuseppe Romano sottolinea proprio il valore del metodo adottato: mettere allo stesso tavolo Comune, parrocchie, tecnici e comunità per ragionare sul futuro di spazi che appartengono alla storia dei centri abitati e che possono continuare ad avere una funzione aperta alla collettività.

Dall’altra parte, don Antonio Martignago, coordinatore della Collaborazione Pastorale e parroco di Vedelago e Fossalunga, legge il percorso anche alla luce del cammino sinodale della Chiesa, sottolineando il valore della partecipazione delle comunità parrocchiali.

Due prospettive differenti che, in questo caso, si incontrano intorno a una stessa domanda: come possono continuare a vivere gli spazi comuni?

Vedelago, dal progetto alla prossima fase

La firma del Patto urbano non chiude il percorso. Al contrario, apre una fase nella quale gli scenari elaborati dovranno confrontarsi con altri soggetti del territorio e con le osservazioni della cittadinanza.

Il Comune invita infatti i cittadini a visitare la mostra e a inviare idee, proposte e suggerimenti. Le indicazioni raccolte attraverso la consultazione saranno successivamente analizzate e presentate pubblicamente nel gennaio 2027.

È qui che la mostra acquista un significato che va oltre l’esposizione dei plastici.

Non mostra soltanto come potrebbe cambiare un luogo, ma rende visibile il processo attraverso il quale una comunità può decidere di cambiarlo.

Il progetto coinvolge oggi Comune, Collaborazione Pastorale, Diocesi di Treviso e 593 Studio, ma la fase successiva è pensata per allargarsi ulteriormente. L’idea è trasformare il lavoro già svolto in una progettualità capace di coinvolgere il territorio nella definizione dei prossimi passaggi.

Cosa racconta il Patto urbano di Vedelago

  • Quattro anni di lavoro: il percorso partecipativo è partito nel 2022 e ha coinvolto oltre 200 persone.
  • Sette parrocchie: Barcon, Fanzolo, Vedelago, Fossalunga, Albaredo, Cavasagra e Casacorba fanno parte della Collaborazione Pastorale.
  • Vedelago e Cavasagra: sono i due centri sui quali si è concentrata in particolare l’elaborazione degli scenari progettuali.
  • Una mostra aperta: mappe, planimetrie, plastici, fotografie e materiali di lavoro raccontano le diverse fasi del percorso.
  • Nessun progetto definitivo: gli elaborati esposti sono una base di partenza per la coprogettazione successiva.
  • Dal 26 settembre all’11 novembre: la mostra è visitabile nella Sala consiliare del Comune di Vedelago, con ingresso gratuito.

Oltre la mostra

Il valore di Progettiamo Vedelago non sta soltanto nelle soluzioni che verranno eventualmente realizzate.

Sta anche nell’aver trasformato una domanda molto concreta — cosa fare degli spazi che una comunità possiede e utilizza — in un’occasione di confronto tra soggetti diversi.

Il Patto urbano di Vedelago è ancora un percorso aperto. Ed è proprio questa la parte da osservare: non un progetto già concluso, ma una comunità che prova a decidere insieme quale futuro dare ai propri luoghi.

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 Foto: ufficio stampa  

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