Piano Olivetti per la Cultura: inclusione nei musei GAMB

Quando il museo diventa un luogo per tutti: il Piano Olivetti nei musei GAMB

Il Piano Olivetti per la Cultura arriva alla Galleria dell’Accademia di Firenze e ai Musei del Bargello con un programma che mette insieme accessibilità, inclusione, welfare culturale e formazione. Presentato il 14 settembre 2026 al Museo delle Cappelle Medicee, il progetto parte da esperienze già avviate e le sviluppa attraverso nuove collaborazioni con scuole, enti sanitari, associazioni e realtà del territorio.

Il Piano Olivetti per la Cultura parte dall’accessibilità

Il primo asse del Piano Olivetti per la Cultura riguarda l’accessibilità universale. L’obiettivo è ampliare le possibilità di fruizione del patrimonio per persone con disabilità sensoriali e cognitive e per pubblici neurodivergenti, attraverso visite dedicate, strumenti di supporto e formazione del personale.

Alla Galleria dell’Accademia di Firenze sono già state realizzate 11 video-guide in LIS e altrettante in Lingua dei Segni Internazionale, con sottotitoli in italiano e inglese e speakeraggio. Il progetto prevede l’estensione progressiva di questi strumenti agli altri musei dell’Istituto: Museo Nazionale del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati, Museo di Casa Martelli e Complesso di Orsanmichele.

L’accessibilità passa anche dalla possibilità di orientarsi e comprendere gli spazi in maniera più autonoma. Sono previste la revisione dei pannelli didattici, nuove mappe e percorsi tattili, l’aggiornamento del sito e il potenziamento di strumenti come la Storia Sociale e il Kit di introduzione alla visita, già realizzati alla Galleria dell’Accademia nel 2025.

Non meno importante è la formazione di chi accoglie il pubblico: il programma comprende attività dedicate all’accessibilità, all’inclusione e alla gestione delle diverse esigenze dei visitatori.

Piano Olivetti per la Cultura e welfare culturale: il museo incontra le comunità

Il secondo asse del Piano Olivetti per la Cultura porta l’attenzione sul rapporto tra patrimonio e comunità. Qui entra in gioco il Welfare Culturale, sostenuto da Fondazione CR Firenze, che utilizza arte e cultura come strumenti di relazione, inclusione e benessere.

Nei musei GAMB sono previsti programmi rivolti anche ad anziani, persone neurodivergenti, persone con disabilità cognitive, disagio psichico o Alzheimer. OverArt, MuseiOltre e Arte qui e ora, a cura dell’Associazione Culturale L’Immaginario, lavorano attraverso attività di mediazione culturale pensate per rendere l’esperienza museale più partecipata.

Con Passeggiate Fiorentine, invece, il patrimonio culturale della città diventa occasione di incontro per famiglie, bambini e persone che vivono situazioni di fragilità sociale, economica o relazionale, grazie alla collaborazione con diverse associazioni fiorentine.

Il rapporto con la salute è un altro elemento del programma. Nel 2026 sono state realizzate attività con l’Azienda USL Toscana Centro e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, rivolte anche a pazienti cronici, oncologici e persone con Parkinson e fibromialgia. Le visite e i laboratori vengono progettati in relazione alle esigenze dei gruppi coinvolti, con l’idea di integrare l’esperienza culturale anche nei percorsi di cura e riabilitazione.

Il Piano Olivetti per la Cultura guarda alle nuove generazioni

Il terzo indirizzo del Piano Olivetti per la Cultura riguarda giovani, scuole, università e nuove tecnologie.

Il progetto Ambasciatori dell’Arte, al Museo Nazionale del Bargello, ha coinvolto tre scuole e sarà rinnovato e ampliato anche ad altri musei dell’Istituto. Gli studenti, dopo un percorso formativo, svolgono attività di guida in diverse lingue comunitarie, confrontandosi direttamente con il pubblico.

Prosegue anche la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, attraverso attività formative, tirocini e progetti rivolti a pubblici differenti. Tra questi c’è l’esperienza dedicata alla Venere e Cupido di Jacopo Pontormo alla Galleria dell’Accademia, realizzata nell’ambito di Firenze dei Bambini 2026 e basata sull’utilizzo della realtà virtuale come strumento di educazione al patrimonio e alfabetizzazione digitale.

Anche la digitalizzazione delle collezioni entra nel percorso: le campagne di catalogazione coinvolgono i curatori dei musei e tirocinanti universitari, con attività di revisione e aggiornamento del patrimonio dell’Istituto.

Accessibilità, cultura e territorio: un museo oltre la visita

La parte più significativa del progetto sta forse nel modo in cui i tre indirizzi si incontrano.

Il Piano Olivetti per la Cultura non si limita infatti a prevedere strumenti per rendere più accessibile una visita. Mette in relazione musei, scuole, sanità, associazioni e territorio, cercando di costruire intorno al patrimonio una rete di relazioni più ampia.

È una prospettiva coerente con l’idea del Piano Olivetti del Ministero della Cultura, che prende il pensiero di Adriano Olivetti come riferimento per una cultura intesa come bene comune e come parte integrante della vita sociale.

Nel caso del GAMB, questa visione si traduce in attività molto concrete: una video-guida in LIS, una mappa tattile, un laboratorio per bambini, un percorso rivolto a persone fragili, un’esperienza con una scuola o un progetto costruito insieme a una struttura sanitaria.

È proprio nella somma di queste esperienze, più che in una singola iniziativa, che il museo prova a cambiare il modo in cui si rapporta ai suoi pubblici.

Cosa racconta il Piano Olivetti per la Cultura

  • Tre direttrici: accessibilità universale, rapporto con le comunità e coinvolgimento delle nuove generazioni.
  • 11 video-guide in LIS e altrettante in Lingua dei Segni Internazionale già realizzate alla Galleria dell’Accademia.
  • Welfare culturale: programmi rivolti anche ad anziani, persone con Alzheimer, disabilità cognitive, neurodivergenze e disagio psichico.
  • Collaborazione con la sanità: attività sviluppate insieme ad aziende sanitarie e ospedaliere per pubblici con esigenze specifiche.
  • Scuola e patrimonio: Ambasciatori dell’Arte porta gli studenti dentro i musei e a diretto contatto con il pubblico.
  • Tecnologia e accessibilità: realtà virtuale, mappe tattili, strumenti di supporto alla visita e digitalizzazione delle collezioni fanno parte del percorso.

Oltre la visita

Un museo accessibile non è soltanto un museo nel quale è possibile entrare. È un luogo nel quale persone diverse possono trovare strumenti, linguaggi e occasioni per partecipare.

Il Piano Olivetti per la Cultura nei musei GAMB prova a partire proprio da qui: dal patrimonio come punto d’incontro tra cultura, educazione, cura e comunità.

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 Foto: ufficio stampa  

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