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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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La Rassegna Letteraria Vigevano 2026 celebra il suo venticinquesimo anniversario con cinque giorni di incontri, dal 14 al 18 ottobre al Teatro Cagnoni. Il tema scelto è “Visioni”: un invito a guardare attraverso la letteratura il presente, il futuro e le molte forme con cui interpretiamo il mondo. In programma, tra gli altri, Stefania Auci, Luca Bianchini, Mauro Corona, Francesca Giannone, Daniele Mencarelli, Hazel Riley e Stefano Nazzi.
Per il venticinquesimo anniversario, la Rassegna Letteraria della Città di Vigevano sceglie una parola che contiene già una domanda: Visioni.
Non soltanto immaginazione e futuro, ma anche memoria, identità, diritti, relazioni e capacità di osservare il presente da prospettive diverse. È questo il filo che attraversa il programma dell’edizione 2026, in calendario dal 14 al 18 ottobre al Teatro Cagnoni.
Il programma riunisce autori molto diversi per generazione, genere e pubblico. Ci sono le grandi saghe familiari e il noir, il romance nato sul web e le storie di resilienza. Ci sono inoltre gli incontri dedicati alle scuole e quelli che portano la letteratura dentro temi più ampi, come i diritti umani e la memoria.
La Rassegna mantiene così una caratteristica precisa: utilizzare il libro come punto di partenza per parlare anche di ciò che accade fuori dalle pagine.
L’inaugurazione, mercoledì 14 ottobre alle 21, è affidata a Stefania Auci, che presenta L’Alba dei Leoni (Nord), nuovo capitolo della saga dei Florio.
Dopo I Leoni di Sicilia e L’Inverno dei Leoni, la scrittrice torna indietro nel tempo, alla Calabria di fine Settecento, prima del trasferimento della famiglia in Sicilia. Al centro ci sono Vincenzo Florio, la moglie Rosa e i figli Francesco e Paolo, con il desiderio di costruire un destino diverso da quello già tracciato.
La famiglia torna anche nell’incontro con Luca Bianchini, venerdì 16 ottobre alle 18.30. In Le ragazze di Tunisi (Mondadori), l’autore guarda alla storia della propria madre e a una famiglia siciliana emigrata in Tunisia tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
La memoria assume invece una dimensione più intima con Mauro Corona. Venerdì sera, alle 21, lo scrittore presenta Felice (Bompiani), dedicato al fratello scomparso e a una vicenda familiare rimasta per anni avvolta da interrogativi.
Una parte importante del programma attraversa il territorio del giallo e del noir.
Daniele Mencarelli, giovedì 15 ottobre alle 18.30, presenta Quattro presunti familiari (Sellerio), il suo esordio nel noir psicologico. La storia parte dal ritrovamento di uno scheletro nei boschi vicino Latina e dall’indagine sui familiari di alcune ragazze scomparse anni prima.
Sabato 17 ottobre alle 15 sarà invece Piergiorgio Pulixi a raccontare le diverse anime del giallo. Dal thriller al cozy crime, il suo percorso attraversa personaggi e atmosfere molto differenti, fino all’ultimo Il fattore gatto (Marsilio).
Domenica 18 ottobre alle 18 arriva Stefano Nazzi, con Profeti del buio (Mondadori), dedicato al potere, alla manipolazione e alle dinamiche di assoggettamento all’interno delle sette. Il tema delle “Visioni” assume qui una dimensione particolare: quella delle convinzioni costruite per influenzare e controllare gli altri.
Il programma dedica ampio spazio alle storie femminili.
Francesca Giannone, sabato 17 ottobre alle 16.30, presenta Gli anni in bianco e nero (Nord), romanzo ambientato nel Salento degli anni Sessanta e incentrato su quattro sorelle. Al centro ci sono desiderio di libertà, diritti e aspirazioni personali.
Alle 21 sarà la volta di Catena Fiorello Galeano, con Serenata salentina (Rizzoli). Una storia di donne che si incontrano attraverso solitudini e fragilità diverse, fino a trasformarle in una forma di solidarietà.
Domenica mattina, alle 11, la Rassegna porta invece sul palco Pegah Moshir Pour. L’incontro, realizzato con l’Associazione Wondy Sono Io, affronta i diritti umani e la condizione delle donne iraniane attraverso La casa dimenticata (Garzanti).
Anche il tema delle seconde possibilità attraversa il programma. Lo fanno Rosario Pellecchia, giovedì sera, con Così doveva andare (Feltrinelli), e Matteo Bussola, domenica alle 15, con Il sole nelle pozzanghere (Einaudi).
La Rassegna guarda anche alle nuove generazioni.
Giovedì 15 ottobre alle 10.30 Rosella Postorino e Daniele Mencarelli, vincitori del Premio Campiello Jr 2026, incontreranno gli studenti delle scuole primarie e medie.
Sabato pomeriggio, alle 18, sarà invece protagonista Hazel Riley, autrice della saga Game of Gods. Partita da Wattpad a quindici anni, Riley ha costruito attorno alla mitologia greca un universo mystery-romance capace di conquistare una grande comunità di lettori attraverso il web e BookTok.
È uno degli appuntamenti che mostrano come il modo di arrivare alla letteratura sia cambiato: non sempre il percorso parte dalla libreria. Talvolta nasce da una piattaforma digitale, da una community e dalla condivisione tra lettori.
Uno degli appuntamenti centrali sarà quello di domenica 18 ottobre alle 16.30, quando i vincitori del Premio Campiello e del Premio Strega saranno riuniti sul palco del Teatro Cagnoni per un confronto sulla narrativa contemporanea.
Il programma comprende inoltre il Premio Nazionale alla Carriera Città di Vigevano. Il riconoscimento era stato assegnato a Niccolò Ammaniti, che non potrà essere presente durante l’edizione 2026. La direzione artistica ha quindi concordato con lo scrittore il ritiro personale del premio nel corso dell’edizione 2027.
La Rassegna conferma inoltre l’accessibilità degli incontri attraverso la traduzione in LIS, realizzata con l’Associazione Guanti Rossi e sostenuta dai partner della manifestazione.
A venticinque anni dalla prima edizione, la Rassegna Letteraria di Vigevano sceglie “Visioni” come parola guida. È un tema che permette di tenere insieme storie molto diverse: la memoria di una famiglia, un’indagine criminale, il desiderio di emancipazione, una seconda possibilità o un mondo immaginato da una giovane autrice.
La letteratura, in fondo, continua a fare proprio questo: offrire uno spazio nel quale guardare ciò che conosciamo da un’angolazione diversa. E, qualche volta, immaginare quello che ancora non c’è.
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Foto: ufficio stampa