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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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Cubique, la nuova stagione della cucina di Alan Spanu e Pierluigi Consonni
A Torino, il ristorante Cubique apre la stagione autunnale con una nuova proposta gastronomica firmata dagli chef Alan Spanu e Pierluigi Consonni. Accanto ai nuovi piatti in carta debutta A l’é ora ad sin-a, un percorso degustazione che intreccia sapori di stagione, memoria piemontese e creatività contemporanea. Per il World Pasta Day del 25 ottobre, arriva anche una rilettura d’autore della matriciana, giocata sull’identità del ristorante e sul contrasto delle consistenze.
«È ora di cena». Il significato di A l’é ora ad sin-a, il nome scelto per il nuovo percorso degustazione di Cubique, richiama un momento quotidiano che appartiene alla cultura gastronomica piemontese: quello in cui la tavola diventa occasione di incontro e convivialità.
In via Saluzzo, a Torino, gli chef Alan Spanu e Pierluigi Consonni rinnovano la proposta del ristorante partendo dai sapori di stagione e dalla valorizzazione della materia prima. Il percorso mette in dialogo la memoria gastronomica del territorio e una sensibilità contemporanea, con l’intento di rendere la cucina d’autore accessibile anche al di fuori delle occasioni speciali.
Il menu è disponibile dal martedì al venerdì, a pranzo e a cena, al prezzo di 38 euro a persona, vini esclusi. Una formula che permette di avvicinarsi alla cucina di Cubique tanto durante una pausa pranzo quanto per una cena infrasettimanale.
La novità si inserisce nel rinnovamento della carta autunnale, che diventa l’occasione per raccontare il lavoro degli chef attraverso una proposta capace di guardare alla tradizione senza rinunciare alla ricerca. Il riferimento alla cultura piemontese non è soltanto una dichiarazione d’intenti: è la base da cui sviluppare un dialogo con il presente, attraverso ingredienti stagionali e interpretazioni contemporanee.

Il 25 ottobre, in occasione del World Pasta Day, Cubique rende omaggio a uno dei grandi classici della cucina italiana con un piatto che gioca anche sull’identità del ristorante: gli Spaghetti alla cubo…matriciana con guanciale croccante.
Il nome suggerisce già il carattere della proposta. La matriciana viene reinterpretata attraverso un gioco linguistico che richiama Cubique e una particolare attenzione alle consistenze, mantenendo al centro il riconoscimento dei sapori della ricetta tradizionale.
La ricchezza del sugo incontra la componente sapida del guanciale, protagonista anche per la sua croccantezza. Il risultato, nelle intenzioni degli chef, è una lettura contemporanea di un piatto familiare, in cui la creatività passa dal dettaglio e dalla presentazione senza perdere il legame con la tradizione.
«La pasta è il cuore pulsante della cucina italiana ed è un elemento distintivo del nostro percorso quotidiano», raccontano Alan Spanu e Pierluigi Consonni. Con gli Spaghetti alla cubo…matriciana, spiegano, hanno voluto rendere omaggio a una grande ricetta tradizionale.
La scelta della pasta come protagonista non sorprende: pochi alimenti riescono a rappresentare con altrettanta immediatezza la cultura gastronomica italiana, attraversando territori, abitudini e generazioni. Per un ristorante, confrontarsi con un classico significa misurarsi con sapori riconoscibili e con le aspettative di chi li conosce, trovando un equilibrio tra fedeltà e interpretazione personale.
Le novità autunnali di Cubique si sviluppano dunque lungo due direzioni. Da una parte, un percorso degustazione che mette al centro la stagionalità e il dialogo con la memoria piemontese; dall’altra, un omaggio alla pasta che si confronta con uno dei piatti più riconoscibili della tradizione italiana.
Sono proposte diverse, accomunate dalla volontà di rendere riconoscibile il lavoro della cucina senza separarlo dal piacere della tavola. Il nuovo menu offre un’occasione per conoscere la proposta degli chef in una formula definita, mentre la cubo…matriciana porta nel piatto un elemento più giocoso, costruito attorno al nome del locale e al contrasto delle consistenze.
A San Salvario, quartiere torinese in cui la ristorazione è parte della vita quotidiana, Cubique rinnova così la propria carta con una proposta che guarda alla stagione e alle ricorrenze gastronomiche senza perdere di vista il rapporto con la tradizione.

La cucina contemporanea non deve necessariamente allontanarsi dai sapori conosciuti per esprimere una propria identità. Può partire proprio da quelli, lavorando sulle consistenze, sulla presentazione e sul dialogo con il territorio. È in questo spazio tra memoria e interpretazione che si collocano le nuove proposte di Cubique: una cucina che rinnova la carta autunnale e trova nella pasta un’occasione per confrontarsi, con leggerezza, con un classico italiano.
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Foto: ufficio stampa