Il nuovo lusso degli hotel tra Roma, Parigi e Lugano

Quando il lusso smette di essere ostentazione e diventa esperienza

C’è un cambiamento silenzioso che sta attraversando il mondo dell’ospitalità di alta gamma. Non riguarda solo il design o i servizi, ma il modo in cui gli hotel scelgono di farsi vivere.

Tra Roma, Lugano e Parigi, una delle famiglie storiche dell’hôtellerie europea sta reinterpretando il concetto stesso di lusso contemporaneo. È un passaggio generazionale che non rompe con il passato, ma lo rilegge attraverso nuove priorità: benessere, sostenibilità e tempo di qualità.

Una nuova generazione alla guida

Giovanni e Adele Naldi rappresentano oggi la direzione della Roberto Naldi Collection, un gruppo che comprende alcune delle strutture più iconiche tra Italia, Svizzera e Francia.

Non si tratta di una semplice continuità familiare, ma di una trasformazione più profonda: un’idea di ospitalità che mette al centro l’esperienza dell’ospite e il rapporto con il luogo.

Le strutture della Collection — dallo Splendide Royal di Lugano a quelli di Roma e Parigi, fino al Parco dei Principi e al Mancino 12 nella capitale — condividono una stessa filosofia: eleganza discreta, identità forte e una crescente attenzione al benessere.


Il lusso come benessere quotidiano

Negli ultimi anni, il cambiamento più evidente riguarda proprio il concetto di comfort.

A Roma, il Parco dei Principi si sta evolvendo in una vera urban resort experience, dove la Prince Spa e i nuovi spazi dedicati allo sport trasformano il soggiorno in un percorso di equilibrio personale.

Allo Splendide Royal Roma, il lusso si traduce anche nella possibilità di allenarsi in camera, grazie a spazi progettati per integrare fitness e privacy.

A Lugano, invece, il tema del benessere si intreccia con la sostenibilità: ambienti rinnovati, materiali più consapevoli e una visione sempre più attenta all’impatto ambientale.


Il gusto come parte dell’identità

Nella visione della Collection, anche la gastronomia diventa linguaggio.

A Roma, il Mirabelle continua a essere uno dei ristoranti panoramici più iconici della città, mentre nuovi spazi come Adèle Mixology reinterpretano il concetto di lounge bar attraverso un approccio più contemporaneo e personale.

A Lugano, il ristorante I Due Sud — premiato con una stella Michelin — racconta un dialogo tra Nord e Sud, tra tecnica e memoria, tra Svizzera e Mediterraneo.

A Parigi, lo Splendide Royal conserva un’eleganza quasi privata, dove il ristorante Tosca porta avanti una delle interpretazioni più raffinate della cucina italiana nella capitale francese.


Sostenibilità come nuova forma di lusso

Il filo che unisce tutte le strutture è una riflessione sempre più concreta sulla sostenibilità.

Non come dichiarazione di intenti, ma come pratica quotidiana. Il percorso è iniziato anni fa con un lavoro strutturato sulla responsabilità ambientale e oggi trova una delle sue espressioni più chiare nello Splendide Royal di Lugano, certificato Green Globe.

Per la famiglia Naldi, il futuro dell’hôtellerie passa da qui: ridurre l’impatto, migliorare l’esperienza, mantenere intatta l’identità dei luoghi.


Una visione che guarda avanti

“Il vero lusso oggi è l’emozione”, racconta Adele Naldi. Un’idea che attraversa ogni scelta progettuale: dalla ristrutturazione delle camere alla definizione degli spazi comuni, fino alla cura del dettaglio più invisibile.

Per Giovanni Naldi, questa trasformazione ha una direzione chiara: “Vogliamo che i nostri hotel diventino luoghi di ospitalità consapevole, dove estetica ed etica convivono.”


Tre città, una sola idea di ospitalità

Roma, Lugano e Parigi non sono semplicemente tre destinazioni, ma tre interpretazioni dello stesso linguaggio.

Un linguaggio fatto di discrezione, attenzione al dettaglio e un’idea di lusso sempre più legata al tempo, allo spazio e alla qualità dell’esperienza.

In questa evoluzione, la Roberto Naldi Collection non si limita a seguire un trend: lo interpreta, lo rielabora e lo traduce in luoghi concreti.

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