Crostata Day 2026: 3 crostate da provare

La crostata cambia volto, ma resta un classico

Mercoledì 9 settembre torna il Crostata Day 2026, una giornata dedicata a uno dei dolci più familiari della pasticceria italiana. Un classico che, proprio perché semplice, lascia spazio a interpretazioni molto diverse: dalla versione vegetale con fichi freschi a quella che profuma di montagna, fino alle frolle più tradizionali della pasticceria d’autore romana.

Tre modi diversi di intendere la crostata

La crostata è uno di quei dolci che non hanno bisogno di effetti speciali per essere riconoscibili. Una base di frolla, una farcitura, il passaggio in forno. Eppure è proprio nella semplicità che emergono le differenze: la scelta degli ingredienti, il modo di lavorare l’impasto, il rapporto tra friabilità e morbidezza, la frutta utilizzata.

Per il Crostata Day, alcune insegne propongono versioni che raccontano altrettante idee di cucina. Non una gara alla crostata più elaborata, ma tre letture del medesimo grande classico.

Il Lughino: la crostata vegetale ai fichi

A Milano e Como, Il Lughino porta nella crostata la propria filosofia di cucina biologica e vegetale. Qui l’idea dell’artigianalità passa anche dalla scelta di lavorare senza congelatore e senza impastatrice, utilizzando ingredienti freschi e preparazioni manuali legate alla stagionalità.

La frolla della crostata pensata per il 9 settembre è compatta e friabile, nonostante l’assenza di uova. Anche il burro non trova posto nella ricetta: viene sostituito da una margarina autoprodotta a base di burro di cacao.

Il protagonista è però il fico. Viene lavorato fresco e trasformato in composta con una breve cottura in padella, senza aggiunte, per poi finire direttamente sulla crostata prima del forno. Una scelta essenziale, che lascia al frutto il compito di caratterizzare il dolce.

È una crostata che interpreta in modo molto diretto l’identità de Il Lughino: pochi artifici, lavorazioni manuali e attenzione a ciò che offre la stagione.

Il Lughino
Milano, via Solferino 12 — Como, via Bonanomi 10
Milano: 02 659 8972 — milano@lughino.it
Como: 031 6125042 — como@lughino.it

La Baita Valtellinese: il sapore del bosco

A Seregno, a pochi chilometri da Milano, la crostata prende invece la strada della montagna. La Baita Valtellinese, insegna del Whim Group, costruisce la propria proposta attorno ai sapori della tradizione valtellinese e anche il dessert segue questa direzione.

La Crostata del Bosco combina una frolla preparata con grano saraceno e mirtilli, accompagnata da una pallina di gelato al fior di latte.

Qui il richiamo al territorio è immediato. Il grano saraceno porta nel dolce uno degli ingredienti più riconoscibili della cucina alpina, mentre i mirtilli evocano il sottobosco e la frutta di montagna. Il gelato aggiunge una componente cremosa e lattica che completa il dessert.

È una crostata che non cerca di allontanarsi dal concetto di dolce tradizionale: lo interpreta attraverso ingredienti e sapori capaci di restituire l’atmosfera della montagna anche lontano dalla Valtellina.

La Baita Valtellinese
Seregno (MB), via Cristoforo Colombo 16
Tel. 0362 070 044

Casa Manfredi: quando la semplicità diventa precisione

A Roma, la crostata di Casa Manfredi rappresenta invece il lato più classico della pasticceria d’autore. Nel mondo di Giorgia Proia, dove tecnica e ricerca convivono con una forte attenzione alle materie prime, la crostata rimane fedele alla sua natura.

La frolla è croccante e fragrante e viene proposta in due versioni: con confettura di albicocca oppure di visciola.

È forse la dimostrazione più evidente di quanto possa essere difficile lavorare sulla semplicità. Quando gli elementi sono pochi, ogni dettaglio diventa riconoscibile: la consistenza della frolla, l’equilibrio con la confettura, la qualità della frutta.

Casa Manfredi sceglie quindi di non sovraccaricare il dolce. La crostata resta una crostata, affidandosi alla precisione della preparazione e alla qualità degli ingredienti.

Casa Manfredi
Roma, viale Aventino 91/93
Casa Manfredi Teatro, via dei Conciatori 5
Tel. 06 9760 5892

Tre crostate, tre idee di cucina

Il Crostata Day diventa così un piccolo esercizio di stile sulla cucina italiana contemporanea. Da una parte c’è chi ripensa la ricetta attraverso la pasticceria vegetale e la stagionalità; dall’altra chi porta nel dolce il carattere del territorio; infine chi sceglie di lavorare sulla tradizione con una frolla precisa e due farciture classiche.

Il punto interessante è che nessuna delle tre versioni ha bisogno di stravolgere la crostata per renderla contemporanea. Cambiano gli ingredienti, cambiano le tecniche e cambia il contesto, ma rimane riconoscibile quel rapporto immediato tra frolla e frutta che ha fatto della crostata uno dei dolci più familiari della nostra tavola.

Le crostate da segnare per il 9 settembre

  • Il Lughino: crostata vegetale con frolla senza uova e burro, composta di fichi freschi e margarina autoprodotta a base di burro di cacao.
  • La Baita Valtellinese: Crostata del Bosco con grano saraceno, mirtilli e gelato al fior di latte.
  • Casa Manfredi: frolla croccante e fragrante con confettura di albicocca o di visciola.
  • Il filo comune: tre interpretazioni diverse costruite intorno a ingredienti riconoscibili e a una lavorazione artigianale.
  • La data: il Crostata Day 2026 si celebra mercoledì 9 settembre.

Oltre la crostata

Forse è proprio questa la forza dei grandi classici: non hanno bisogno di essere reinventati ogni volta. Possono cambiare con le stagioni, con i territori e con le sensibilità di chi li prepara, continuando però a parlare la stessa lingua.

Una frolla, della frutta e il forno. A volte basta davvero poco per raccontare una cucina.

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 Foto: ufficio stampa  

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