Mario Ceroli

Mario Ceroli in mostra a Firenze

C’è un momento, entrando nella mostra “Mito e materia”, in cui il tempo sembra sospendersi. Le sagome in legno prendono vita, i miti riaffiorano e la materia si trasforma in racconto. A Firenze, Tornabuoni Arte accende i riflettori su Mario Ceroli con una delle mostre più intense del 2026.

Non è solo un’esposizione, ma un viaggio emotivo. Le quaranta opere in mostra – tra sculture e installazioni – accompagnano il visitatore dentro un universo fatto di memoria, intuizione e visioni. Il legno, materiale vivo e imperfetto, diventa voce narrativa: racconta storie antiche e allo stesso tempo incredibilmente contemporanee.

Le figure di Ceroli non sono mai ferme. Si muovono nello spazio, dialogano con chi guarda, evocano simboli universali. Dall’Uomo Vitruviano reinterpretato ai richiami ai Bronzi di Riace, ogni opera è un ponte tra passato e presente. E poi ci sono lavori come “Le talebane”, silenziosi e potenti, capaci di trasmettere un’emozione immediata, quasi fisica.

Questa mostra colpisce perché parla a tutti, non solo agli esperti. È istinto, è impatto visivo, è immersione totale. Ceroli riesce a rendere la scultura qualcosa di vivo, accessibile, sorprendente.

Firenze, ancora una volta, si conferma città dove l’arte non è solo da osservare, ma da sentire. “Mito e materia” è un invito a rallentare, a lasciarsi attraversare dalle immagini, a ritrovare un contatto autentico con la bellezza.

E forse è proprio questo il punto: uscire dalla mostra con qualcosa in più. Una suggestione, un pensiero, un’emozione che resta.

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