Vinitaly

Vinitaly 2026: cantine da non perdere 2

Vinitaly 2026 cantine da non perdere: il Piemonte tra nuove visioni e grandi storie del vino

Vinitaly 2026 cantine da non perdere: il secondo capitolo del viaggio tra le realtà più interessanti del Piemonte porta nuove cantine, nuovi vini e nuove interpretazioni del territorio.

A Verona, il vino diventa linguaggio culturale prima ancora che prodotto, con progetti che raccontano identità, visione e legame profondo con la terra.

Mura Mura: il Piemonte che dialoga tra rigore e fantasia

A Costigliole d’Asti, Mura Mura continua a costruire la propria identità tra Langhe e Monferrato, attraverso due anime complementari: Rigore e Fantasia.

A Vinitaly 2026 arrivano due nuove espressioni di questo dialogo: Giulietta, Freisa d’Asti Superiore DOC, e Orlando, Barolo DOCG da Serralunga d’Alba.

Due vini diversi, ma uniti dalla stessa visione: raccontare il territorio attraverso equilibrio, precisione e libertà espressiva.


Bava: Sullavìa e l’identità del Pinot Nero piemontese

Tra le Vinitaly 2026 cantine da non perdere, la famiglia Bava presenta Sullavìa 2024, primo Piemonte DOC Pinot Nero da vigna singola.

Un vino essenziale, senza legno, che punta tutto su frutto, freschezza e identità del territorio di Agliano Terme.

Un progetto che riflette una filosofia produttiva chiara: lasciare parlare la vigna.


Cocchi: 135 anni di storia tra innovazione e identità

Nel cuore di Vinitaly 2026, Cocchi celebra 135 anni di storia tra innovazione e tradizione.

Dal Vermouth di Torino al Barolo Chinato, fino all’Alta Langa DOCG, il marchio continua a rappresentare il Piemonte nel mondo con una presenza internazionale e una forte identità territoriale.

Una storia che parte da Asti e arriva in oltre 70 Paesi.


Vinitaly 2026 cantine da non perdere: il filo rosso del territorio

Questo secondo capitolo di Vinitaly 2026 cantine da non perdere racconta un Piemonte che evolve tra identità, innovazione e territorio.

Dalle nuove interpretazioni del vino alle celebrazioni storiche, emerge un unico filo conduttore: il vino come linguaggio del paesaggio e della cultura.

Vinitaly 2026 non è solo una fiera, ma un mosaico di visioni che si incontrano e si raccontano.

Non perderti i prossimi articoli su SorsidiMorsus qui  

Ti consiglio anche gli articoli di cibo e territori su Cucinoincasa qui

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *