Casanova di Neri porta il Brunello a Homo Faber 2026

Quando il vino diventa artigianato: il Brunello di Casanova di Neri incontra Homo Faber

Il Brunello di Montalcino entra a Homo Faber 2026, ma non come semplice presenza sulla carta dei vini. A Venezia, il Tenuta Nuova 2020 di Casanova di Neri accompagnerà l’esperienza gastronomica di A Glasshouse Restaurant, mettendo in dialogo vino, alta cucina e artigianato contemporaneo.

Due mondi, la stessa idea di saper fare

Dal 1° al 30 settembre, nella Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Homo Faber riunisce maestri artigiani, talenti emergenti e designer da tutto il mondo. È un appuntamento nel quale materiali, tecniche e gesti manuali diventano il centro del racconto.

In questo contesto, la presenza di Casanova di Neri acquista un significato particolare.

Il vino, in fondo, è anch’esso il risultato di un sapere fatto di gesti, attese, conoscenza del territorio e capacità di prendere decisioni. Dalla vigna alla cantina, ogni annata richiede esperienza, ma anche la capacità di interpretare ciò che cambia.

È questo il punto d’incontro con Homo Faber: non una generica idea di eccellenza, ma il valore concreto del saper fare.

La cantina di Montalcino, fondata nel 1971 da Giovanni Neri, porta infatti a Venezia una storia costruita attraverso generazioni. Un patrimonio che non viene semplicemente conservato, ma reinterpretato nel tempo.

E proprio qui il vino smette di essere soltanto una bevanda da degustare e diventa parte di una narrazione più ampia sulla cultura materiale italiana.

Tenuta Nuova 2020 arriva sulla tavola di A Glasshouse Restaurant

Il protagonista scelto per l’appuntamento veneziano è il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2020, che entrerà nella carta dei vini di A Glasshouse Restaurant.

Il ristorante fine dining è stato ideato appositamente per Homo Faber ed è affidato allo chef Salvatore Sodano, del ristorante Local Venezia. Il Tenuta Nuova accompagnerà uno dei tre percorsi degustazione, pensati per raccontare una cucina veneziana contemporanea.

È un abbinamento che porta il vino fuori dalla consueta dimensione della degustazione verticale o della visita in cantina e lo inserisce in un’esperienza culturale più articolata.

A Venezia, dunque, il calice diventa parte di un percorso nel quale il visitatore passa dalle opere degli artigiani alla tavola, dalla materia lavorata con le mani alla materia trasformata dalla cucina.

Non è difficile cogliere la suggestione: vetro, legno, metallo, tessuti, ceramica e cibo appartengono a linguaggi differenti, ma hanno in comune la ricerca di una forma attraverso il gesto umano.

La storia di una bottiglia è anche una storia di visione

Tenuta Nuova rappresenta bene questa filosofia.

Il vino nasce dall’intuizione di Giacomo Neri di impiantare un vigneto in un’area che, all’epoca, non era considerata particolarmente vocata. Una scelta controcorrente che nel tempo è diventata parte dell’identità dell’etichetta.

Il riconoscimento arrivato nel 2006 ha contribuito a renderla una delle bottiglie più note dell’azienda: il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 fu infatti scelto come Wine of the Year da Wine Spectator, primo vino italiano a raggiungere il vertice della classifica internazionale.

Ma è soprattutto il percorso a essere interessante.

La storia di Tenuta Nuova racconta un modo di intendere l’innovazione che non passa necessariamente dalla rottura con la tradizione. A volte significa, più semplicemente, avere il coraggio di guardare un territorio da una prospettiva diversa.

È una logica molto vicina a quella dell’artigianato contemporaneo: conoscere profondamente la materia prima, padroneggiare la tecnica e poi trovare una propria strada.

Quando il vino entra nel racconto del design

La partecipazione di Casanova di Neri a Homo Faber mostra anche come stia cambiando il modo di raccontare il vino di alta gamma.

Non più soltanto denominazione, annata, punteggio o abbinamento gastronomico. Sempre più spesso il vino viene inserito in un sistema culturale nel quale dialogano ospitalità, design, arte, cucina e territorio.

È un passaggio interessante perché sposta l’attenzione dalla bottiglia all’esperienza.

Il pubblico di Homo Faber non incontra semplicemente un Brunello: lo trova all’interno di un luogo, di un percorso gastronomico e di una manifestazione che celebra il lavoro umano e la capacità di trasformare la materia.

Anche la scelta di A Glasshouse Restaurant va in questa direzione. La cucina di Salvatore Sodano diventa uno dei punti attraverso cui attraversare l’esperienza veneziana, mentre il vino contribuisce a costruire il racconto a tavola.

Il risultato è una contaminazione discreta, senza bisogno di forzare il confronto tra mondi diversi.

Un sapere che non vuole restare fermo

Casanova di Neri arriva a Venezia con una storia familiare che attraversa più generazioni. Oggi l’azienda è guidata da Giacomo Neri insieme alla moglie Enrichetta e ai figli Giovanni, Gianlorenzo e Marianna.

È proprio la trasmissione del sapere uno degli elementi che accomuna maggiormente la cantina alla filosofia di Homo Faber.

L’artigianato non significa ripetere all’infinito lo stesso gesto. Significa conoscerne l’origine abbastanza bene da poterlo portare nel futuro.

Nel vino questa dinamica è particolarmente evidente: ogni vendemmia riparte da una memoria precisa, ma non è mai identica alla precedente. La tradizione rimane, mentre cambiano le condizioni, le sensibilità e le interpretazioni.

È forse questo il significato più interessante della presenza di Tenuta Nuova 2020 a Venezia: ricordare che dietro una bottiglia importante non c’è soltanto un prodotto finito, ma una successione di conoscenze, decisioni e gesti.

Cosa rende interessante questo incontro

  • Il vino entra in Homo Faber: il Brunello diventa parte del racconto internazionale dedicato all’artigianato contemporaneo.
  • Tenuta Nuova 2020 a tavola: il Brunello di Casanova di Neri sarà nella carta di A Glasshouse Restaurant.
  • Vino e alta cucina: il calice accompagnerà uno dei tre percorsi degustazione firmati dallo chef Salvatore Sodano.
  • La forza della trasmissione: generazioni di conoscenze sono uno dei punti di contatto tra la storia della cantina e la filosofia di Homo Faber.
  • Tradizione e visione: la vicenda di Tenuta Nuova dimostra come la ricerca possa nascere anche dalla capacità di mettere in discussione ciò che sembra già stabilito.
  • Un nuovo modo di raccontare l’eccellenza: vino, cucina, design e artigianato si incontrano in un’unica esperienza culturale.

Il punto, oggi

Forse il vero lusso contemporaneo non è soltanto possedere qualcosa di raro, ma conoscere il lavoro che c’è dietro.

È questo che rende interessante l’incontro tra Casanova di Neri e Homo Faber. Due mondi apparentemente lontani finiscono per parlare la stessa lingua: quella della materia, della tecnica, della memoria e del tempo.

A Venezia, una bottiglia di Brunello entra così in una storia più grande della degustazione. E torna a ricordarci che, quando il saper fare diventa cultura, anche un calice può raccontare un mestiere.

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 Foto: ufficio stampa  

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