Montelvini alla Mostra di Venezia tra vino e lifestyle

A Venezia il cinema si racconta anche con un calice

Vino e lifestyle alla Mostra di Venezia si incontrano dal 2 al 12 settembre sulla Terrazza by Atlas Concorde dell’Hotel Excelsior. Qui Montelvini accompagnerà aperitivi, incontri, interviste e serate della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con le sue bollicine venete. Non è soltanto una partnership: è il racconto di come, intorno al cinema, il calice sia ormai parte integrante dell’esperienza del festival.

La Mostra comincia anche quando esce dalla sala

A Venezia il cinema non finisce quando si accendono le luci in sala.

Continua sulle terrazze, negli hotel, durante gli aperitivi e negli incontri che trasformano il Lido, per dodici giorni, in una città dentro la città.

È in questa dimensione parallela che si inserisce la presenza di Montelvini alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Dal 2 al 12 settembre la cantina veneta sarà sparkling wine partner de La Terrazza by Atlas Concorde, all’interno dello storico Hotel Excelsior al Lido.

Un luogo che durante la Mostra diventa naturalmente punto d’incontro per attori, registi, professionisti del cinema e ospiti internazionali.

La terrazza ospiterà per tutta la durata della manifestazione un calendario di appuntamenti che attraverserà l’intera giornata: incontri, presentazioni, interviste, musica e momenti conviviali.

E proprio qui il vino assume un ruolo interessante.

Non è semplicemente qualcosa da bere tra un appuntamento e l’altro, ma parte dell’atmosfera che costruisce l’esperienza del festival.

Le bollicine venete incontrano il rito dell’aperitivo

La selezione scelta da Montelvini accompagna soprattutto gli aperitivi e i momenti di socialità.

Tra le etichette ci sono FM333 Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato, Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut Millesimato, Zuitér Montello Asolo DOC Manzoni Bianco e Prosecco DOC Rosé Treviso Brut Millesimato.

C’è anche una proposta senza alcol, Montelvini 0% Alcohol Free Sparkling.

Una presenza che racconta un cambiamento interessante nel modo di intendere il beverage durante gli eventi.

Il calice non deve necessariamente accompagnare una cena o una celebrazione. Può stare dentro una conversazione, un’intervista, un incontro di lavoro, un momento di pausa o un aperitivo guardando il Lido.

È il lato più fluido del consumo contemporaneo: occasioni diverse, nello stesso luogo, e prodotti capaci di adattarsi a momenti differenti.

Tra le bottiglie protagoniste, FM333 porta inoltre con sé un legame particolarmente forte con il territorio.

È il primo cru di Asolo Prosecco Superiore DOCG di Montelvini e nasce dalle uve Glera coltivate nella tenuta Fontana Masorin, due ettari sulle colline del Montello a 333 metri di altitudine.

Dietro il calice, quindi, non c’è soltanto il rito dell’aperitivo veneziano.

C’è un paesaggio.

Dal Montello al Lido: quando il territorio viaggia

È forse questo l’aspetto più interessante della presenza di Montelvini alla Mostra.

Venezia è uno dei luoghi più internazionali d’Italia, ma proprio per questo può diventare una vetrina particolarmente potente per raccontare territori meno immediatamente associati alla grande scena internazionale.

Il Montello arriva al Lido attraverso il vino.

Una denominazione, un vitigno, un cru e una storia familiare entrano in un contesto nel quale si incontrano persone provenienti da mondi molto diversi.

È una dinamica importante anche per il mercato del vino italiano.

Le denominazioni non vengono più raccontate soltanto attraverso degustazioni specialistiche o fiere di settore. Cercano luoghi culturali capaci di trasferire il loro valore attraverso un’esperienza.

E la Mostra di Venezia, con la sua combinazione di cinema, moda, ospitalità, design e comunicazione internazionale, è uno di questi luoghi.

La terrazza come nuovo salotto del cinema

La Terrazza by Atlas Concorde è, in questo senso, più interessante come spazio che come semplice location.

Durante la Mostra diventa un salotto aperto sul festival, un luogo nel quale il cinema incontra il lifestyle.

La giornata può iniziare con un incontro, proseguire con un’intervista, lasciare spazio alla musica e arrivare all’aperitivo.

Il paesaggio veneziano fa il resto.

È una modalità di vivere gli eventi che negli ultimi anni ha assunto sempre più importanza: non soltanto assistere a qualcosa, ma costruire attorno all’evento una serie di esperienze collaterali.

Per il pubblico, significa poter vivere la Mostra anche senza avere necessariamente un biglietto per ogni proiezione.

Per i brand, significa invece entrare nel racconto culturale attraverso un contesto e non soltanto attraverso un logo.

Ed è probabilmente qui che una partnership come quella di Montelvini trova il suo significato più interessante.

Il vino diventa parte della scena, senza doverla dominare.

Le ragioni per segnarselo ora

  • La Mostra diventa un’esperienza oltre il cinema: il festival si vive anche attraverso incontri, aperitivi, musica e hospitality.
  • Il vino entra nel racconto culturale: Montelvini porta le denominazioni venete in uno degli appuntamenti internazionali più riconoscibili d’Italia.
  • La terrazza è un luogo di passaggio e relazione: La Terrazza by Atlas Concorde diventa un punto d’incontro durante le giornate del Lido.
  • Il territorio arriva al pubblico internazionale: Asolo Prosecco Superiore DOCG e Montello vengono raccontati attraverso un’esperienza lifestyle.
  • Il beverage si fa più inclusivo: accanto alle bollicine è presente anche una proposta 0% Alcohol Free.
  • FM333 porta una storia precisa: due ettari, 333 metri di altitudine e un cru che lega il calice al paesaggio del Montello.
  • Il momento è quello giusto: la partnership coincide con la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, dal 2 al 12 settembre 2026.
  • Il modello è replicabile: cultura, ospitalità, design e beverage possono convivere nello stesso spazio senza trasformarsi necessariamente in un evento promozionale.

Il punto, oggi

Forse la vera notizia non è che a Venezia si berrà Prosecco.

Alla Mostra, come in ogni grande appuntamento internazionale, il vino è da tempo parte della scena.

La notizia interessante è piuttosto come cambia il luogo in cui lo beviamo e il significato che gli attribuiamo.

Un calice può essere un aperitivo, una pausa tra due incontri, un gesto di ospitalità o un modo per raccontare un territorio a chi quel territorio non lo conosce ancora.

A Venezia tutto questo diventa particolarmente evidente.

Il cinema porta persone da ogni parte del mondo, l’hospitality crea gli spazi per incontrarsi e il beverage contribuisce a dare forma a quei momenti informali nei quali spesso nascono le conversazioni più interessanti.

Dal Montello al Lido, Montelvini entra così nella geografia della Mostra senza cambiare identità.

E forse è proprio questa la direzione più interessante per il vino italiano: non limitarsi a essere presente nei luoghi prestigiosi, ma riuscire a trasformare ogni calice in un piccolo racconto di territorio.

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