Teatro Carcano, ottobre e novembre tra idee e teatro

Dal bisogno di essere amati alla libertà delle donne: il Carcano porta in scena le domande del presente

Il Teatro Carcano di Milano costruisce una stagione in cui il palcoscenico diventa uno spazio per interrogare il presente, dalle relazioni affettive alla violenza di genere. A ottobre tornano i Follow The Monday, la rassegna del lunedì dedicata alla complessità del nostro tempo, inaugurata il 19 ottobre da Matteo Lancini. A novembre, invece, sarà Lella Costa a riportare in scena I monologhi della vagina, opera che a trent’anni dalla sua nascita continua a dare voce a esperienze, desideri e ferite delle donne.

Follow The Monday: il lunedì diventa un appuntamento con le idee

Ventuno appuntamenti, distribuiti lungo la stagione, per incontrare giornalisti, divulgatori, artisti, scrittori e protagonisti della cultura contemporanea. I Follow The Monday tornano al Teatro Carcano con una formula che trasforma il lunedì sera in un’occasione di ascolto e confronto, mettendo al centro temi che attraversano la società.

La rassegna si è aperta lunedì 19 ottobre 2026 con Matteo Lancini e A volte ti amo, spettacolo tratto dall’omonimo libro pubblicato da Einaudi e scritto da Lancini con Emanuele Adrovandi. Psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano e docente universitario, Lancini affronta una questione che riguarda da vicino le nuove generazioni, ma non soltanto loro: come si costruiscono oggi i legami affettivi e quanto è difficile conciliare il desiderio di essere amati con la paura di esporsi all’altro?

L’amore tra bisogno di riconoscimento e paura del rifiuto

In A volte ti amo, le relazioni sentimentali diventano una lente attraverso cui osservare il nostro tempo. Sessualità, intimità e desiderio di riconoscimento si intrecciano con legami intermittenti e con la difficoltà di restare davvero insieme.

Il punto non è soltanto capire come amino gli adolescenti e i giovani adulti, ma interrogarsi su dinamiche che attraversano anche il mondo degli adulti: il bisogno di sentirsi scelti, la paura del rifiuto e la tensione tra autonomia individuale e relazione.

È questa la dimensione che rende i Follow The Monday più di un semplice calendario di incontri. La scena diventa un luogo in cui temi spesso affrontati nella dimensione privata possono essere condivisi e osservati da prospettive differenti.

Dopo lo spettacolo del 19 ottobre è previsto anche un firmacopie con l’autore.

Paolo Ruffini porta al Carcano la magia del Piccolo Principe

Dal 29 ottobre al 15 novembre 2026, il Teatro Carcano ospita Il Piccolo Principe, una nuova versione teatrale del celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, con Paolo Ruffini nel ruolo dell’Aviatore e Nicholas Ori in quello del Piccolo Principe.

La regia di Stefano Genovese accompagna una messinscena che intreccia racconto, musica, canto e circo per riportare sul palcoscenico una storia capace di parlare a spettatori di generazioni diverse.

Al centro resta la domanda che attraversa il libro: che cosa conta davvero nella vita, e che cosa rischiamo di dimenticare crescendo? Attraverso l’incontro tra l’Aviatore e il piccolo viaggiatore, il racconto invita a guardare il mondo con uno sguardo meno condizionato dalle abitudini degli adulti, recuperando il valore dei legami, dell’immaginazione e delle cose essenziali.

La presenza di Ruffini aggiunge al cartellone un appuntamento adatto anche al pubblico delle famiglie, in una stagione che alterna intrattenimento, grandi classici e temi di attualità.

Ventuno appuntamenti per leggere la complessità

Il programma prosegue con ospiti provenienti da ambiti diversi, dalla divulgazione scientifica al giornalismo, dalla letteratura al teatro. Tra i nomi annunciati figurano Paolo Colombo, presente in più date, Diego Passoni, Tomaso Montanari, Federico Rampini, Sigfrido Ranucci, Maria Bosco di Geopop, Telmo Pievani e Alessandro D’Avenia.

La rassegna accoglie inoltre Serena Dandini, Thony con i solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, Niccolò Fettarappa, Jacopo Veneziani, Ascanio Celestini, Francesco Piccolo, Concita De Gregorio con Erica Mou, Gabriella Greison e Vittorio Lingiardi.

Un programma che attraversa linguaggi e discipline senza limitarsi a un unico ambito tematico. L’obiettivo è offrire al pubblico occasioni per fermarsi, ascoltare e discutere questioni culturali e sociali attraverso le voci di chi le studia, le racconta o le porta in scena.

I monologhi della vagina: Lella Costa torna all’opera di V

A novembre il Teatro Carcano ospita un appuntamento dal significato particolare: martedì 24 novembre 2026 arriva a Milano I monologhi della vagina, scritto da V, già Eve Ensler, con Lella Costa e Angela Finocchiaro, Viola Marietti, Rita Pelusio e Beatrice Schiros.

La data milanese si inserisce in un breve tour italiano che parte dal Teatro della Cometa di Roma, dal 3 all’8 novembre, prosegue al Teatro Era di Pontedera il 14 novembre e al Teatro Duse di Bologna il 16 novembre, prima di arrivare a Milano alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre.

Il calendario colloca così lo spettacolo in un momento in cui il dibattito sulla violenza di genere torna al centro dell’attenzione pubblica. Ma la forza dell’opera non si esaurisce nella ricorrenza: risiede nella capacità di dare spazio a esperienze che per lungo tempo sono state confinate nel silenzio, nella vergogna o nella dimensione privata.

Trent’anni di parole che rompono il silenzio

Pubblicato per la prima volta nel 1994, I monologhi della vagina nasce dalle interviste realizzate da Eve Ensler a oltre duecento donne, chiamate a raccontare il proprio rapporto con il corpo, la sessualità, il piacere e la violenza. Nel 1996 l’autrice portò il testo in scena a New York, dando forma teatrale a testimonianze diverse per età, storia ed esperienza.

Da allora l’opera è diventata un riferimento del teatro politico e del movimento contro la violenza di genere. La sua scrittura alterna ironia, provocazione e momenti dolorosi, affrontando temi che comprendono il desiderio, gli abusi, le mutilazioni e il rapporto delle donne con il proprio corpo.

Il linguaggio diretto non è un semplice espediente provocatorio. Serve a nominare ciò che spesso viene taciuto e a mettere in discussione i meccanismi culturali che alimentano la vergogna e la negazione.

Lella Costa torna a interpretare l’opera dopo aver partecipato a Boston, insieme all’autrice, al primo V-Day, il movimento internazionale nato attorno allo spettacolo per contrastare la violenza contro donne e ragazze. Per questa nuova tournée, a ogni tappa si affianca un gruppo di attrici: a Milano saranno con lei Angela Finocchiaro, Viola Marietti, Rita Pelusio e Beatrice Schiros.

La produzione è firmata da Teatro Carcano e Teatro della Cometa, con traduzione di Monica Capuani e coordinamento di Lella Costa.

Gli appuntamenti da segnare

  • 19 ottobre 2026, ore 20.30 – A volte ti amo: Matteo Lancini inaugura i Follow The Monday con una riflessione sulle relazioni e sul bisogno di riconoscimento.
  • Da ottobre 2026 a maggio 2027 – Follow The Monday: ventuno appuntamenti con protagonisti del giornalismo, della scienza, della letteratura, del teatro e della cultura.
  • 24 novembre 2026 – I monologhi della vagina: Lella Costa porta al Carcano l’opera di V, con Angela Finocchiaro, Viola Marietti, Rita Pelusio e Beatrice Schiros.
  • 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: lo spettacolo milanese precede la ricorrenza dedicata alla sensibilizzazione sul tema.
  • Informazioni e programma: date, dettagli e aggiornamenti sono consultabili sul sito ufficiale del Teatro Carcano.

Il teatro come spazio di ascolto

Due proposte differenti, unite dalla possibilità di affrontare questioni che toccano la vita quotidiana e la dimensione collettiva. Da una parte le relazioni, il bisogno di essere riconosciuti e la difficoltà di stare insieme; dall’altra il corpo, la libertà e la necessità di dare voce a esperienze troppo a lungo nascoste.

Il Teatro Carcano affida al palcoscenico queste domande senza ridurle a risposte immediate. Perché il teatro può intrattenere, ma può anche creare uno spazio in cui ascoltare storie, riconoscere le contraddizioni del presente e guardarle da una prospettiva nuova.

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 Foto: ufficio stampa  


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