Pizza e cocktail: la nuova mixology in pizzeria

 

C’era una volta la pizza con la birra. Poi è arrivata la rivoluzione: oggi nei locali più curiosi e contemporanei la regina della tavola italiana incontra l’arte della mixology. Un trend che si sta affermando sempre di più, capace di trasformare la pizzeria in un luogo di sperimentazione e gusto, dove la creatività del pizzaiolo dialoga con quella del bartender.

A raccontare questa nuova frontiera del pairing è Giusy Ferraina, giornalista e consulente di marketing e comunicazione, nel suo nuovo volume Pizza(re) Connection – Visioni futuristiche e strategie innovative per pizzaioli ultramoderni (Dario Flaccovio Editore).


La rivoluzione dei cocktail in pizzeria

La storia comincia a Milano, nel 2013, quando il locale Dry di via Solferino decide di mettere il bancone dei cocktail al centro della scena. È qui che nasce l’inedito abbinamento “pizza & cocktail”: una combinazione all’apparenza azzardata, ma in realtà perfettamente bilanciata tra tradizione e innovazione.

Da allora la mixology è entrata di diritto nelle pizzerie più visionarie, conquistando un pubblico sempre più curioso. Perché un cocktail ben studiato, con le sue note aromatiche e la giusta acidità, può esaltare i sapori di ogni tipo di pizza e regalare una complessità tutta nuova al palato.


La nuova frontiera del pairing

Oggi la pizzeria contemporanea si evolve e diventa un laboratorio multisensoriale. I drink non sono più solo un accompagnamento, ma parte integrante dell’esperienza gastronomica. Dai classici ai signature cocktail, ogni abbinamento diventa un gioco di armonie e contrasti: dolce e sapido, amaro e fresco, morbido e speziato.

“Il cocktail in pizzeria è la nuova frontiera del pairing – spiega Ferraina – perché unisce convivialità e ricerca, con un linguaggio più moderno e internazionale.”


Gin Tonic: il re degli abbinamenti

E se c’è un cocktail che rappresenta al meglio questo incontro, è senza dubbio il Gin Tonic. Versatile, profumato, declinabile in mille varianti grazie alle botaniche e alle toniche aromatiche, è considerato il punto di partenza ideale per introdurre la mixology in pizzeria.

Come una bollicina nel wine pairing, il Gin Tonic sa adattarsi a molte pizze diverse: dalla classica Margherita alle versioni gourmet con ingredienti più strutturati.


Come creare una drink list di successo

Nel libro, Ferraina offre anche una guida pratica per i pizzaioli che vogliono sperimentare questo percorso:

  • Costruite la vostra carta dei gin e delle toniche, valorizzando le produzioni locali.

  • Proponete abbinamenti dedicati: un Gin Tonic diverso per ogni pizza, come se fosse una “carta delle Margherite”.

  • Affidatevi a un bartender o a uno spirits consultant per sviluppare una signature cocktail list che racconti la vostra identità.

  • Sperimentate anche nei momenti diversi della serata: un cocktail per l’aperitivo con fritti e padellino, o un miscelato dolce per chiudere la cena.


Oltre la moda, una visione

Più che una tendenza, quella della mixology in pizzeria è una visione culturale: un nuovo modo di vivere la pizza, tra tradizione e innovazione, che riflette l’evoluzione dei gusti e la curiosità delle nuove generazioni.

Come scrive Giusy Ferraina, “il futuro della pizzeria è nell’equilibrio tra semplicità e ricerca, tra la mano del pizzaiolo e lo shaker del bartender”.


📘 Pizza(re) Connection – Visioni futuristiche e strategie innovative per pizzaioli ultramoderni

di Giusy Ferraina – Dario Flaccovio Editore

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