Nuova visione della cucina italiana contemporanea a Torino
All’Opera di Santa Pelagia prende forma una nuova interpretazione della cucina guidata da Marta Moraglio cucina italiana, chef ligure di nascita e torinese d’adozione che porta nel progetto una visione aperta e contemporanea.
Nel locale di via San Massimo, la proposta evolve senza rompere con la tradizione: la cucina italiana resta il punto di partenza, ma si apre a contaminazioni internazionali che spaziano tra Asia, Sud America e tecniche moderne come il BBQ. L’approccio di Marta Moraglio cucina italiana si riconosce nella capacità di mantenere equilibrio tra identità e sperimentazione.
A pranzo il menu è essenziale ma curato, con piatti come la lasagnetta con fonduta di toma o il cavolo cappuccio a bassa temperatura con acciughe e nocciole. Anche in questa fascia oraria emerge la filosofia della chef: semplicità solo apparente e grande attenzione alla materia prima.
La sera la cucina si fa più libera e narrativa. Piatti come la battuta di Fassona leggermente affumicata, l’assoluto di carota e i plin di coniglio alla ligure raccontano una cucina che intreccia memoria e tecnica. Nei secondi, la sovracoscia di pollo con salsa teriyaki e furikake rappresenta bene il dialogo tra Italia e Oriente.
L’aperitivo diventa parte integrante del progetto gastronomico, con le Sante Tentazioni: piccoli piatti pensati per accompagnare la mixology e costruire un’esperienza completa.
In questo contesto, Marta Moraglio cucina italiana non è solo una definizione, ma un metodo: reinterpretare la tradizione attraverso contaminazioni controllate e coerenti.
La parte beverage, curata da Marco Fabbri, dialoga costantemente con la cucina, mentre i dessert firmati da Sebastian Gonzalez Marin chiudono il percorso con identità ben riconoscibile.
L’Opera di Santa Pelagia si conferma così un luogo ibrido e contemporaneo, dove cucina italiana e mixology crescono insieme in un equilibrio dinamico e coerente.