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Journal indipendente su food, design e cultura contemporanea
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Quando il croissant smette di essere una colazione e diventa alta gastronomia
Croissant salati trend gastronomia. C’è un nuovo protagonista che sta attraversando panifici, bistrot e pizzerie contemporanee. Non è la pizza, né il classico croissant da colazione. È il croissant salato, un prodotto che oggi evolve in una proposta gastronomica completa e racconta uno dei cambiamenti più interessanti dell’arte bianca italiana. Le nuove creazioni di Manuel Maiorano ne sono una delle espressioni più significative.
Negli ultimi anni la panificazione italiana ha vissuto una trasformazione profonda.
Il pane è diventato protagonista.
La focaccia ha conquistato il mondo.
La pizza contemporanea ha ridefinito gli standard dell’impasto.
Adesso anche il croissant sta vivendo una nuova stagione.
Non più soltanto simbolo della colazione, ma base tecnica sulla quale costruire ricette complesse, degustazioni e proposte da pranzo, aperitivo e persino cena.
È un’evoluzione che racconta un mercato sempre più orientato verso prodotti versatili, capaci di unire artigianalità, ricerca e narrazione gastronomica.
Ciò che accomuna molti dei protagonisti dell’arte bianca contemporanea è un cambio di prospettiva.
Per anni il protagonista è stato il topping.
Oggi il vero elemento distintivo è l’impasto.
Lievitazioni lunghe, farine selezionate, alte idratazioni e lavorazioni sempre più precise hanno trasformato la base in un ingrediente identitario.
È proprio da questa filosofia che nasce il nuovo progetto di Manuel Maiorano, fondatore de La Fenice Pizzeria Contemporanea e Crunch Pizza di Strada.
I due croissant salati, battezzati Calipso e Circe, non rappresentano semplicemente due nuove ricette.
Diventano il punto d’incontro tra tecnica di panificazione e cucina d’autore.


La scelta dei nomi non è casuale.
Calipso e Circe richiamano il Mediterraneo non solo attraverso il mito, ma soprattutto attraverso il gusto.
Il primo privilegia la freschezza marina.
Scarola riccia, ricciola marinata, maionese alla colatura di alici e crumble di olive taggiasche costruiscono un equilibrio tra sapidità, acidità e croccantezza.
Ogni morso alterna consistenze diverse, mantenendo leggerezza e pulizia gustativa.
Circe sceglie invece un registro completamente differente.
La mousse di foie gras incontra la battuta di manzo Savigni, mentre la mela verde marinata introduce una nota fresca capace di alleggerire un insieme più intenso e strutturato.
Due interpretazioni che dimostrano come il croissant possa ormai dialogare con il linguaggio dell’alta cucina.
La trasformazione riguarda anche le occasioni di consumo.
Per decenni il croissant è stato confinato alla fascia della colazione.
Oggi questo limite sta scomparendo.
Le versioni salate trovano spazio nei brunch, nei lunch menu, durante l’aperitivo e nelle degustazioni dedicate all’arte bianca.
È un fenomeno che accompagna il cambiamento degli stili di vita urbani.
Il consumatore contemporaneo cerca prodotti versatili, facilmente condivisibili e capaci di sorprendere senza rinunciare alla qualità.
Milano continua a essere uno dei principali osservatori di questa evoluzione, ma la ricerca si sviluppa ormai in tutta Italia, dove pizzaioli e panificatori stanno ampliando il proprio linguaggio gastronomico ben oltre i confini tradizionali.
Dietro queste nuove proposte emerge un tema sempre più centrale.
L’impasto non è più un semplice supporto.
Diventa una materia viva, studiata con la stessa attenzione riservata a una grande preparazione di cucina.
Nel percorso di Maiorano questa ricerca passa attraverso farine italiane macinate a pietra, alte idratazioni, lunghe fermentazioni e una selezione di materie prime provenienti da piccole filiere, prodotti DOP, IGP e realtà vicine alla filosofia Slow Food.
È una direzione che oggi interessa tutta l’arte bianca contemporanea.
La tecnica rimane fondamentale.
Ma è il racconto del territorio a renderla riconoscibile.
L’innovazione nell’arte bianca non passa più soltanto attraverso nuove farine o nuove tecniche di fermentazione. Passa soprattutto dalla capacità di cambiare il significato dei prodotti che conosciamo. Il croissant salato è uno degli esempi più interessanti di questa trasformazione: conserva la propria identità, ma cambia funzione, momento di consumo e linguaggio gastronomico. In un mercato sempre più orientato verso esperienze ibride, è proprio questa contaminazione tra panificazione e cucina a indicare una delle direzioni più promettenti del food contemporaneo.
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Foto: ufficio stampa