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Journal indipendente su food, design e cultura contemporanea
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Sul Lago Maggiore l’estate non ha più fretta
Ristorazione all day dining sul lago: è qui che sta cambiando il modo di vivere una giornata d’estate. A Laveno Mombello, KU by El Gaucho resta aperto tutti i giorni anche ad agosto e settembre e mette insieme parrilla argentina, cocktail, musica e relax in un unico indirizzo affacciato sul Lago Maggiore. Un luogo da raggiungere per pranzo e dal quale non avere particolare fretta di andare via.
C’è un momento dell’estate in cui smettiamo di organizzare le giornate per appuntamenti.
Il pranzo può cominciare tardi, l’aperitivo può durare più del previsto e il tramonto può diventare una buona ragione per rimandare ancora un po’ la partenza.
È questa idea del tempo dilatato a rendere interessante KU by El Gaucho, il beach club, ristorante e cocktail bar nato sulle rive del Lago Maggiore, a Laveno Mombello.
All’interno del Parco Gaggetto, a pochi passi dall’imbarco dei traghetti, KU guarda direttamente l’acqua e costruisce intorno al paesaggio una proposta pensata per accompagnare diversi momenti della giornata.
Non soltanto un ristorante, dunque, ma una destinazione.
Si può arrivare per il pranzo, fermarsi per un drink, prendere posto in una cabana, ascoltare musica, aspettare il tramonto e continuare con la cena.
È una formula particolarmente adatta a un’estate in cui il concetto di pausa urbana è diventato sempre più importante: non serve necessariamente partire per una settimana per sentirsi altrove. A volte basta una giornata organizzata diversamente.
Al centro rimane la cucina argentina, quella che da oltre vent’anni accompagna il percorso di El Gaucho, il progetto fondato a Milano da Javier Zanetti nel 2003 per portare in Italia i sapori della sua Argentina.
A KU quella storia prende una forma più estiva e informale.
Il cuore della cucina è una grande parrilla lunga oltre 2,20 metri, visibile agli ospiti. Sulla griglia arrivano asado, entraña, tagli selezionati e specialità cotte direttamente sulla brace, insieme a preparazioni indirette e cotture lente che possono arrivare fino a sei ore.
Il fuoco, naturalmente, è anche una componente sensoriale dell’esperienza.
Il profumo della carne alla griglia, il calore della brace, il gesto della cottura a vista costruiscono un linguaggio gastronomico immediato, quasi teatrale, ma senza formalità.
Accanto alla carne, la proposta si apre a piatti più freschi e leggeri, pensati per la stagione.
È una scelta importante perché risponde a un’abitudine estiva ormai molto precisa: durante una giornata al lago non si vuole necessariamente affrontare un pasto impegnativo. Si cerca la possibilità di scegliere, cambiare ritmo, condividere.
Un boccone leggero a pranzo può lasciare spazio a un cocktail nel pomeriggio. La cena può arrivare più tardi, quando la luce cambia.
La vera forza di KU, però, è probabilmente fuori dal piatto.
Oltre 200 metri quadrati completamente all’aperto, spazi lounge, lettini e cabana costruiscono una sorta di soggiorno estivo affacciato sull’acqua.
Il Lago Maggiore non è semplicemente lo sfondo.
È parte dell’esperienza di consumo.
Questo cambia anche il valore di una destinazione come KU per chi arriva da Milano o dalle città vicine. La distanza non viene percepita soltanto come tempo necessario per raggiungere un ristorante, ma come passaggio dalla quotidianità a una giornata diversa.
Il viaggio, il lago, il pranzo, il drink e il tramonto diventano un unico racconto.
È un modello che intercetta bene il lifestyle contemporaneo: meno luoghi da visitare in sequenza, più destinazioni capaci di concentrare esperienze diverse.
Anche la musica segue questo passaggio.
DJ set e appuntamenti dedicati all’intrattenimento accompagnano le ore più tarde, quando la luce si abbassa e il cocktail bar diventa naturalmente il punto di ritrovo.
La giornata cambia atmosfera senza dover cambiare indirizzo.
C’è poi un elemento culturale interessante.
KU nasce dalla storia argentina di Javier Zanetti, ma sul Lago Maggiore assume una dimensione diversa. Insieme a Gustavo Diaz, storico braccio destro di Zanetti, il progetto porta fuori dal contesto originario quella cultura dell’accoglienza e della convivialità che ha caratterizzato El Gaucho.
Non è una semplice esportazione di un ristorante.
È una traduzione.
La parrilla incontra il paesaggio lacustre, il pranzo argentino incontra il ritmo italiano dell’estate, il cocktail bar dialoga con la dimensione del beach club.
E Milano, sullo sfondo, resta un punto di partenza naturale: non soltanto per la provenienza del progetto, ma perché il Lago Maggiore è sempre più facilmente interpretabile come una fuga breve dalla città.
Una destinazione per il weekend, certo, ma anche per una giornata senza valigia.
Forse è proprio questo il dettaglio che racconta meglio il momento.
Per molto tempo abbiamo pensato alla vacanza come a uno spostamento: partire, raggiungere una destinazione, vedere qualcosa, tornare.
Oggi anche una giornata può avere lo stesso valore emotivo.
Un lettino davanti all’acqua, una parrilla accesa, un cocktail nel bicchiere, la musica che arriva nel tardo pomeriggio e il cielo che cambia colore sopra il lago.
Non c’è bisogno di riempire ogni ora.
Anzi, la parte più contemporanea dell’esperienza sembra essere proprio questa: scegliere un luogo che permetta di rallentare senza rinunciare a nulla.
Sul Lago Maggiore, KU by El Gaucho interpreta questa nuova idea di tempo libero attraverso una formula che unisce gastronomia, ospitalità e paesaggio.
E forse il vero lusso dell’estate 2026 non è arrivare più lontano.
È trovare un posto dal quale, almeno per qualche ora, non avere nessuna voglia di andare via.
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