Pizza e Champagne, quando il lusso diventa informale

Pizza e Champagne si incontrano il 2 settembre a Villa Cora, a Firenze, in una serata che mette insieme alta ospitalità, cucina contemporanea e convivialità. Protagonisti Simone Nicolosi, pizza chef di Casa Biga, e Mattia Nesi, chef del cinque stelle fiorentino. Una cena a bordo piscina, con cucina a vista, musica dal vivo e un menu che porta la pizza fuori dal suo contesto abituale.

La pizza entra in un’altra idea di cena

Per molto tempo la pizza ha avuto un luogo preciso, un rituale preciso e perfino un abbigliamento preciso.

Oggi non è più così.

La pizza contemporanea si muove con maggiore libertà: arriva sulle tavole degli hotel, dialoga con il vino, entra nei percorsi gastronomici e diventa protagonista di serate costruite attorno all’esperienza, non soltanto al piatto.

È quello che succederà mercoledì 2 settembre a Villa Cora, storica dimora fiorentina trasformata in hotel cinque stelle, dove dalle 19.30 andrà in scena una serata dedicata a Pizza & Champagne.

A preparare le pizze saranno Simone Nicolosi, pizza chef di Casa Biga, e Mattia Nesi, chef di Villa Cora.

La formula è volutamente lontana dalla cena formale.

Si cucina a vista, si lavora sugli impasti, si chiacchiera, si ascolta musica dal vivo e si mangia all’aperto, a bordo piscina.

Il lusso, qui, non ha bisogno di apparecchiare la tavola con una distanza rituale. Può anche essere rumoroso, conviviale, spontaneo.

Da Milano a Firenze, la pizza contemporanea cambia scenario

Simone Nicolosi arriva da Milano con un percorso che racconta bene questa evoluzione.

È il pizza chef di Casa Biga, realtà presente nei quartieri Isola e Moscova, che ha costruito la propria identità sulla ricerca degli impasti e sulla possibilità di interpretare la pizza attraverso tecniche e consistenze differenti.

C’è l’impasto classico con stesura contemporanea, quello a ruota di carro a lunga lievitazione, il padellino e una proposta senza glutine realizzata in un reparto dedicato.

Quest’ultima attenzione ha portato Casa Biga a ottenere la certificazione AIC e il riconoscimento Pizza Gluten Free dell’anno nella Guida Milano e Lombardia a Tavola 2025.

Non è un dettaglio secondario.

Racconta una pizza che prova a rispondere a esigenze diverse senza rinunciare alla ricerca gastronomica.

E il percorso di Nicolosi ha ricevuto nuove conferme proprio quest’anno. Il 24 giugno 2026 Casa Biga è entrata in The Best Pizza Awards, mentre il 21 luglio è arrivata la riconferma nella guida 50 Top Pizza Italia.

La posizione è passata dal 99° posto del 2025 al 72° del 2026: 27 posizioni guadagnate in un anno.

È da questo momento particolarmente favorevole che Nicolosi arriva a Firenze, portando il proprio lavoro dentro una realtà molto diversa da quella della pizzeria milanese.

Champagne e pizza: il calice cambia prospettiva

Poi c’è lo Champagne.

Ed è forse proprio questo l’elemento che rende la serata più interessante di una semplice collaborazione tra due chef.

Lo Champagne Perrier-Jouët accompagnerà infatti un percorso che parte dal gazpacho fruttato e prosegue con montanara, pizza tradizionale, pizza gourmet e dessert.

La pizza diventa così parte di una cena articolata, non il suo unico centro.

Il calice, allo stesso tempo, perde la dimensione esclusivamente celebrativa che spesso gli viene attribuita e accompagna una situazione molto più rilassata.

È un cambiamento che riguarda il modo in cui oggi si vive il cibo.

Non necessariamente si cerca un abbinamento “giusto” secondo regole codificate. Si cercano piuttosto combinazioni capaci di sorprendere e di creare un ricordo.

Una pizza ben costruita, un grande Champagne, una sera di fine estate e una piscina possono appartenere allo stesso racconto.

Quando il cinque stelle sceglie la convivialità

La scelta di Villa Cora è significativa anche per un’altra ragione.

Un hotel di lusso non propone la pizza come concessione all’informalità, ma la mette al centro di una serata gastronomica.

È una differenza sottile, ma importante.

L’esperienza non consiste nel portare un prodotto popolare dentro un ambiente esclusivo per renderlo più sofisticato. Al contrario, è l’ambiente stesso che si lascia contaminare dal carattere conviviale della pizza.

La cucina a vista accentua questo aspetto.

Gli ospiti potranno osservare Nicolosi e Nesi mentre lavorano insieme, tra farine, ingredienti e impasti, trasformando la preparazione in una parte dello spettacolo.

È una modalità di consumo sempre più interessante nel mondo dell’hospitality: vedere, partecipare, condividere e sentirsi meno spettatori e più parte della serata.

Le ragioni per segnarselo ora

  • Una coppia gastronomica insolita: un pizza chef e uno chef d’hotel lavorano insieme sullo stesso percorso.
  • Un abbinamento che incuriosisce: pizza e Champagne escono dai rispettivi contesti abituali per incontrarsi nella stessa cena.
  • Un’esperienza, non soltanto un menu: cucina a vista, musica dal vivo e cena a bordo piscina costruiscono una dimensione più ampia del semplice pasto.
  • Un momento importante per Casa Biga: dopo l’ingresso in The Best Pizza Awards e la crescita fino al 72° posto di 50 Top Pizza Italia, la pizzeria milanese arriva a Firenze con un riconoscimento importante alle spalle.
  • Una pizza costruita sulla ricerca: differenti impasti, lunga lievitazione, padellino e proposta gluten free mostrano quante strade possa prendere oggi questo prodotto.
  • Il valore dell’ambiente: Villa Cora porta la pizza dentro il linguaggio della luxury hospitality senza snaturarne il carattere conviviale.
  • Il momento giusto: il 2 settembre intercetta ancora l’atmosfera delle serate estive, quando una cena all’aperto può diventare anche un piccolo rito di fine stagione.
  • Il prezzo dell’esperienza: 80 euro a persona per il percorso degustazione con Champagne Perrier-Jouët.

Quello che sta cambiando davvero

Forse la parte più interessante di questa serata non è nemmeno la pizza.

È il fatto che oggi non ci stupisca più trovarla in un contesto come Villa Cora.

La gastronomia italiana sta smettendo di dividere rigidamente ciò che è popolare da ciò che è prestigioso. La qualità può appartenere a entrambi i mondi e il valore di un’esperienza non dipende più soltanto dal grado di formalità.

La pizza rimane pizza. Lo Champagne rimane Champagne.

Ma cambiano il contesto, il momento e soprattutto il modo in cui li consumiamo.

Ed è proprio questa libertà a rendere interessante la serata del 2 settembre: non la ricerca di un lusso ostentato, ma la possibilità di vivere qualcosa di speciale senza doverlo rendere necessariamente serio.

A volte il lusso contemporaneo è semplicemente questo: una grande pizza, un buon calice e la libertà di goderseli senza troppe regole.

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