Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi

Dalle radici vercellesi della famiglia Maio alla ristorazione contemporanea, passando per Risò e i nuovi progetti di Alagna Valsesia: il General Manager Claudio Tronci racconta il valore del territorio e una visione dell’ospitalità che mette al centro identità, prodotto ed esperienza.
Le radici sono un punto di partenza, non un limite. È una filosofia che accompagna il percorso di MAIO Group, realtà della ristorazione e dell’ospitalità cresciuta nel tempo, senza perdere il legame con il territorio vercellese da cui ha origine la storia della famiglia Maio.
Un legame che trova nel riso uno dei suoi simboli più rappresentativi e che si rinnova anche attraverso la partecipazione a Risò, manifestazione dedicata a una delle produzioni più identitarie del territorio. Ma raccontare un luogo attraverso la cucina significa anche saperne interpretare le peculiarità, costruire esperienze coerenti con il contesto e trovare nuove forme di espressione gastronomica.
Ne abbiamo parlato con Claudio Tronci, General Manager di MAIO Group, per approfondire il rapporto tra tradizione e innovazione, il ruolo dell’ospitalità nel racconto dei territori e le prospettive di una ristorazione in continua evoluzione.
MAIO Group è presente a Risò con una proposta gastronomica che valorizza il riso. Che significato ha partecipare a una manifestazione così strettamente legata a questo prodotto e al territorio vercellese?
«Per noi essere a Risò ha sicuramente un significato particolare. Non è semplicemente partecipare a un evento gastronomico: siamo in un territorio al quale la famiglia Maio è legata da sempre e parliamo di un prodotto, il riso, che rappresenta profondamente questa zona. C’è quindi anche una componente affettiva e un grande coinvolgimento da parte di tutti.
Come gruppo, diamo il nostro contributo, proprio come fanno le altre realtà locali coinvolte. È il secondo anno che partecipiamo e quest’anno abbiamo raccolto risultati migliori rispetto al precedente. Ma, soprattutto, è stato bello vedere la sinergia che si è creata tra tutti i ristoratori coinvolti nel progetto.
Noi ci occupiamo di ristorazione e ospitalità e credo che il modo migliore per valorizzare un territorio sia raccontarlo attraverso la cucina e l’esperienza che riusciamo a creare intorno a un prodotto».
La storia della famiglia Maio affonda le proprie radici proprio nel territorio vercellese. Quanto è ancora presente oggi questo legame nelle scelte e nella filosofia del Gruppo?
«È molto presente. Chiaramente oggi MAIO Group è cresciuto: lavoriamo a Milano, Roma e in altre realtà, come la nostra recente apertura al Golf Club Tolcinasco e, ultima in ordine cronologico, quella di Alagna.
Sono tutti progetti molto diversi tra loro, però le nostre origini rimangono qui. E credo che si vedano anche nel nostro modo di lavorare. C’è molta concretezza, attenzione al prodotto, al rapporto con le persone e, soprattutto, un’idea di ospitalità molto diretta.
Poi un’azienda deve evolversi: sarebbe sbagliato rimanere ancorati al passato. Però crescere non significa dimenticare da dove si viene. Anzi, secondo me avere radici forti aiuta anche a capire meglio dove si vuole andare».


Oggi la ristorazione non è soltanto una questione di cucina, ma anche di esperienza, accoglienza e capacità di raccontare un territorio. Qual è, secondo lei, il ruolo di MAIO Group in questo racconto?
«Credo che oggi mangiare bene sia quasi un punto di partenza. Il cliente cerca qualcosa in più. Tant’è che il vero investimento che stiamo facendo è nel migliorare l’esperienza nei nostri locali a livello complessivo.
Abbiamo ristoranti e location molto differenti e abbiamo imparato che non si può fare ristorazione nello stesso modo ovunque. Bisogna prima capire dove sei e, quando lavori in un territorio con un’identità così forte, secondo me non devi cercare di cambiarlo o di imporre il tuo modello: devi ascoltarlo e interpretarlo.
Una delle caratteristiche del nostro gruppo può essere proprio questa: mettere la nostra esperienza nella ristorazione e nell’ospitalità al servizio del racconto del territorio e della realtà in cui ci troviamo».
Il riso è un prodotto profondamente identitario per Vercelli, ma anche estremamente versatile e contemporaneo. Come lo interpreta MAIO Group nella propria proposta gastronomica?
«Il bello del riso è proprio questo: è un prodotto estremamente legato alla tradizione, ma non è affatto un prodotto “vecchio”. Anzi, gastronomicamente offre tantissime possibilità e la sua versatilità è la forza della manifestazione Risò.
Naturalmente il risotto rimane al centro, ma con un po’ di creatività si può andare molto oltre. Si può giocare con tecniche, consistenze, temperature e abbinamenti molto diversi; si può declinare il riso in farine, fermentazioni, come nella birra, cialde, gelati e dessert.
Ed è esattamente quello che abbiamo proposto qui a Risò».
Guardando al futuro, quali sono le sfide e le opportunità che vede per la ristorazione e per un gruppo come MAIO Group, soprattutto in un territorio con una forte identità gastronomica come quello vercellese?
«Fare ristorazione oggi è sicuramente più complesso: aumentano i costi, è più difficile trovare persone e il cliente è sempre più informato ed esigente. Diciamo che non ci si annoia.
Allo stesso tempo, però, credo ci siano grandi opportunità per chi riesce a costruire progetti con un’identità precisa e realmente legati al luogo in cui si trovano.
Noi, tra l’altro, in provincia di Vercelli siamo tornati a investire in maniera importante ad Alagna Valsesia, dove abbiamo tre concept molto diversi.
BISA Rifugio Gastronomico è la proposta più informale e conviviale, dalla colazione al dopo cena. Ha aperto i battenti quest’estate con un successo che ha superato le nostre più rosee aspettative.
Chaisscherie è legata alla tradizione e all’atmosfera di montagna.
Infine, il nuovo Maio Restaurant e Wine Bar Alagna rappresenta la proposta più gastronomica e contemporanea, con inaugurazione prevista per l’inizio di dicembre.
Tre modi diversi di fare ristorazione a pochi metri di distanza: evidentemente ci piace complicarci un po’ la vita. Ma è anche questo il punto: credo che il futuro della ristorazione sia sempre meno nella semplice replica di un format e sempre più nella capacità di leggere un territorio, interpretarlo e creare esperienze diverse.
E la provincia di Vercelli, dalla pianura fino ad Alagna e al Monte Rosa, da questo punto di vista offre davvero tantissimo».
Dalle parole di Claudio Tronci emerge una visione della ristorazione in cui la crescita non coincide necessariamente con la replicazione di un modello. Al contrario, la sfida consiste nel riconoscere le caratteristiche di ogni luogo e trasformarle in esperienze capaci di parlare a pubblici diversi.
Il riso rappresenta un esempio concreto di questa prospettiva: un prodotto che custodisce una forte identità territoriale, ma che continua a offrire possibilità di ricerca e interpretazione gastronomica. Lo stesso principio sembra guidare i progetti di MAIO Group, dalle diverse location urbane fino alle nuove aperture in montagna.
In un settore in cui costi, personale e aspettative dei clienti impongono un continuo ripensamento del lavoro, il legame con il territorio può diventare una risorsa per innovare, anziché un richiamo da conservare soltanto nella memoria. Perché, come ricorda Tronci, avere radici forti aiuta anche a capire dove si vuole andare.
Intervista a cura di Michela Rossi
Claudio Tronci
General Manager, MAIO Group
Non perderti tutte le nuove aperture su SorsidiMorsus qui
Ti consiglio anche gli articoli di cibo e territori su Cucinoincasa qui
Foto credit per La Bettola Ufficio stampa
Foto credit per Bisa @Galli