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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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Dai paccheri di Manna ai lamian cinesi, passando per le lasagne vegetali e le gocce di ricotta di Ricci Osteria: il World Pasta Day diventa l’occasione per scoprire formati, storie e interpretazioni diverse di uno dei piatti più amati. A Milano, come in altre città italiane, la pasta racconta infatti tradizioni gastronomiche, gesti artigianali e nuove sensibilità in cucina.
La pasta racconta i territori attraverso farine, formati e tecniche di lavorazione. Eppure, al di là delle differenze, resta forte il legame con la convivialità e la cultura gastronomica.
Per questo, in occasione del World Pasta Day 2026, abbiamo raccolto indirizzi che interpretano la pasta in modi differenti. Da una parte ci sono le ricette della tradizione italiana e le lavorazioni artigianali; dall’altra, trovano spazio suggestioni orientali e nuove interpretazioni vegetali. Il filo conduttore, tuttavia, rimane lo stesso: valorizzare ingredienti, tecnica e personalità di chi cucina.

Manna Milano, in piazzale del Governo Provvisorio 6, dimostra come anche un formato familiare possa diventare riconoscibile. Nella cucina di Matteo Fronduti, infatti, il pacchero è ormai uno dei piatti simbolo del ristorante.
La ricetta punta su pochi ingredienti, lavorati con precisione. La conserva di pomodoro affumicato incontra una piccantezza misurata e la freschezza del limone. In questo modo, la profondità dell’affumicatura si equilibra con il peperoncino e con la nota agrumata.
Non servono quindi preparazioni elaborate per lasciare il segno. A volte, sono proprio la scelta degli ingredienti e l’equilibrio dei sapori a rendere memorabile un piatto.

Dalla tradizione italiana si passa a quella cinese. Da Ba Restaurant, in via Raffaello Sanzio 22, la pasta prende la forma dei lamian, lunghi spaghetti di grano preparati direttamente in cucina.
La lavorazione richiede manualità: l’impasto viene torcito, stirato e ripiegato fino a ottenere fili sottili. Non si tratta soltanto di una tecnica, ma di un gesto artigianale che diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica.
Tra le proposte da provare ci sono i lamian all’astice, accompagnati da coste, lardo e tobiko. In alternativa, le vongole veraci incontrano fagioli neri fermentati, aglio e peperoncino. Sono due interpretazioni differenti, accomunate dalla centralità della pasta e dalla ricchezza dei condimenti.
Guidato da Marco Liu, Ba Restaurant reinterpreta la cucina cantonese con un approccio contemporaneo. Inoltre, il locale è stato inserito nella guida Migliori Ristoranti d’Italia 2027 di Falstaff.

A pochi passi dal Duomo, Sfizio Bistrot, all’interno del Rosa Grand Milano, celebra la pasta con una ricetta che valorizza ingredienti riconoscibili e sapori mediterranei.
Per il World Pasta Day, lo chef Bruno Cefalà propone i mezzi paccheri di Gragnano ai tre pomodori e basilico Cultifutura. Il piatto si inserisce nella filosofia del Km Italia sostenuta da Starhotels, che punta sull’identità gastronomica italiana e sulle materie prime del territorio.
A completare la proposta c’è un calice di Isola dei Nuraghi Rosa Grande Rosé. L’abbinamento accompagna il piatto e aggiunge una dimensione conviviale alla pausa pranzo o alla cena.
Sfizio Bistrot è aperto tutti i giorni con formula all-day dining, dalle 11.30 alle 22.30. È quindi un indirizzo da considerare anche per chi cerca una pausa gastronomica nel centro della città.

La pasta può essere anche un modo per raccontare una cucina interamente vegetale. È il caso de Il Lughino, in via Solferino 12, dove lo chef e patron Paolo Sanvito propone una lasagna alle melanzane con pomodoro e mentuccia fresca.
Qui le lasagne occupano un posto speciale: nel corso dell’anno, infatti, il ristorante realizza oltre cinquanta varianti della ricetta. Per il World Pasta Day, la preparazione si affida a ingredienti semplici, in cui la dolcezza delle melanzane incontra il pomodoro e la freschezza aromatica della mentuccia.
Anche il metodo di lavoro riflette la filosofia del locale. Il Lughino prepara tutto a mano e rinnova il menù in base alla disponibilità degli ingredienti. Ne deriva una cucina biologica e vegetale che mette al centro freschezza e artigianalità.
Il ristorante è aperto tutti i giorni, dalle 11.30 alle 23. Inoltre, anche la sede di Como è stata inserita nella guida Migliori Ristoranti d’Italia 2027 di Falstaff, insieme a quella milanese.

Ci sono piatti che, con il tempo, diventano parte dell’identità di un ristorante. Le gocce di ricotta di Ricci Osteria appartengono proprio a questa categoria.
La ricetta, ideata nel 2002 da Antonella Ricci, è oggi una delle creazioni distintive del locale di via Pasquale Sottocorno 27. Le gocce, avvolte nella semola, vengono servite con pesto, chips di zucchine, olio al tartufo e capocollo croccante.
Al taglio, l’esterno dorato rivela un ripieno morbido e cremoso. Inoltre, gli accompagnamenti aggiungono note vegetali, aromatiche e sapide, creando un insieme di consistenze e sapori.
Dietro questa preparazione c’è il lavoro degli chef Antonella Ricci, Vinod Sookar e Francesco Bordone. Secondo quanto comunicato dal ristorante, la specialità è disponibile esclusivamente da Ricci Osteria.
Il locale è stato inserito nella guida Migliori Ristoranti d’Italia 2027 di Falstaff.

Sato Sushi Experience: il Pad Thai tra sapori intensi
A Porta Venezia, Sato Sushi Experience, in via Lazzaro Palazzi 6, propone una lettura della pasta che guarda alla cucina asiatica. Tra i piatti più amati dalla clientela c’è il Pad Thai, preparato con noodles saltati, germogli di soia, gamberi, limone frozen, salsa tom yum, cipolla fritta e uovo.
Il risultato è un incontro di sapori intensi, in cui componenti fresche, sapide e aromatiche si alternano. La proposta riflette così una concezione della pasta che supera i confini della tradizione italiana.
Nato da un’idea di Zhu Leonardo e guidato da Roberto Liu, il locale punta sulla cura delle materie prime e sulla presentazione dei piatti. Anche Sato è stato inserito nella guida Migliori Ristoranti d’Italia 2027 di Falstaff.

Nel quartiere Isola, Speciale Osteria, in via Pastrengo 11, mette al centro la pasta fresca fatta in casa. Il menù spazia dai pici cacio e pepe con fiori di zucchina alle strettine al ragù, con attenzione alla stagionalità e alla semplicità degli ingredienti.
Per il World Pasta Day, una delle proposte da scoprire è la girella ripiena di coda alla vaccinara, con pomodoro infornato e Canestrato al fieno. Si tratta di un piatto ricco, che unisce una preparazione di pasta ripiena a sapori profondi e richiami alla cucina tradizionale.
Anche Speciale Osteria è stato inserito nella guida Migliori Ristoranti d’Italia 2027 di Falstaff. Un riconoscimento che accompagna una proposta in cui la lavorazione della pasta resta protagonista.

Nel quartiere Certosa, NOMAD, in via Varesina 184, lo chef Francesco Guarino porta in tavola un piatto che nasce dalla memoria familiare: il raviolo del plin ripieno di coda alla vaccinara, completato da fondo bruno, pecorino romano e olio al sedano.
La pasta ripiena richiama i ricordi delle domeniche in famiglia e il lavoro manuale condiviso in cucina. Il ripieno, invece, si ispira alla tradizione romana e regala al piatto un carattere deciso.
Anche lo spazio racconta una storia di trasformazione. NOMAD nasce dal recupero di un’ex fabbrica degli anni Ottanta, dove ristorazione, cocktail bar, musica e design convivono. Coerentemente, la cucina segue la stessa idea di incontro tra territori e interpretazioni personali.

Negli spazi Visionnaire di piazza Cavour 3, Linfa rilegge uno dei grandi classici della cucina romana con la sua Cashew & Pepe.
Al posto del pecorino, la ricetta utilizza una crema di anacardi, capace di dare al piatto una consistenza ricca e avvolgente. La preparazione viene proposta con gnocchi oppure pasta fresca, sempre senza glutine, nel rispetto della filosofia plant-based del ristorante.
In questo caso, la cucina vegetale dimostra come sia possibile reinterpretare una preparazzione tradizionale senza rinunciare alla cremosità e al piacere del condimento.



A Seregno, in Brianza, tre ristoranti raccontano tradizioni molto diverse. Si passa così dalla cucina di montagna ai sapori del mare, fino a una delle preparazioni più rappresentative dell’Emilia-Romagna.
La Baita Valtellinese, in via Cristoforo Colombo 16, porta in tavola i pizzoccheri di Teglio, preparati con grano saraceno, patate e verza. Il condimento con burro fuso, aglio e formaggio d’alpeggio richiama i sapori sostanziosi della cucina di montagna.
Da Sant’Andrea – Sapore di Mare, in corso Giacomo Matteotti 65, il protagonista è invece il pesce. Per il World Pasta Day, gli gnocchetti di Mazara incontrano gamberi rossi e pomodorini datterini, in un piatto dal gusto mediterraneo e delicato.
Infine, Emilia Trattoria Bolognese, in via Montello 67, celebra la pasta fresca con tagliatelle fatte in casa e ragù alla bolognese. Una ricetta classica, in cui la cottura lenta del condimento contribuisce a sviluppare profumi e sapori intensi.


A Roma, la pasta si muove tra riferimenti alla cucina campana e interpretazioni contemporanee. Nel quartiere Testaccio, Casamora, in via di Monte Testaccio 65b, propone gli spaghetti alla Nerano. Le zucchine vengono fritte fino a raggiungere una doratura intensa, poi accompagnate da basilico e Provolone del Monaco. Il risultato è una ricetta che punta sull’equilibrio tra pochi ingredienti.
Nel centro storico, invece, DEROMA Farine Romane, in via Poli 27, e Gran DEROMA, in largo del Nazareno 13, propongono una cucina che unisce tecnica contemporanea e riferimenti alla tradizione romana. Tra i primi più richiesti c’è il tortello di melanzane affumicate e crostacei, con scampi, gamberi, pacchetelle arrosto, ricotta salata e basilico.

Nel centro storico di Matera, Myricae Ristorante, in via del Corso, propone una cucina legata alle materie prime stagionali lucane e alla tradizione contadina.
Per il World Pasta Day, gli chef Nicola Stella e Domenico Paolicelli presentano il “Tagliolino di Mare Tartare di agnello”, una creazione dal nome insolito che mette in dialogo suggestioni differenti. La proposta si inserisce in un percorso gastronomico che guarda al territorio senza rinunciare alla sperimentazione.

Al Ristorante Felice al Gabrielli, all’interno dell’Hotel Gabrielli – Starhotels Collezione, lo chef Mirko Pistorello valorizza i prodotti regionali veneti attraverso una lettura contemporanea.
Tra le proposte ci sono i tagliolini alla “Busara” di crostacei, accompagnati da una cialda di gambero rosso di Mazara crudo, scampi e gamberi scottati, bisque di astice e pomodorini confit. La ricetta mette così al centro il mare e le sue diverse sfumature, combinando consistenze e intensità aromatiche.

In Sardegna, il Ristorante La Spigola, a Golfo Aranci, propone uno spaghetto freddo alla marinara di cozze. Il piatto punta sulla freschezza e sull’intensità dei sapori marini, in linea con la ricerca dello chef Roberto Pisano e con il legame del ristorante con il territorio.
A contribuire all’esperienza è anche la dimensione raccolta della sala, che conta soltanto sette tavoli. Ne deriva un contesto intimo, costruito intorno al prodotto e alla tecnica.

A Courmayeur, Pierre Alexis 1877, in via G. Marconi 50/a, prepara ogni giorno la pasta all’uovo a mano. I diversi formati diventano così un modo per valorizzare selvaggina, erbe spontanee, formaggi e ingredienti del bosco.
Tra le proposte figurano i cappellacci di costine di cinghiale e i ripieni di borragine e ricotta di pecora. È una cucina che racconta la montagna attraverso i suoi sapori, senza rinunciare alla ricerca contemporanea.
Dal pacchero milanese ai lamian cinesi, dalle gocce di ricotta alle lasagne vegetali, fino ai pizzoccheri valtellinesi e agli spaghetti di mare, la pasta si conferma un ingrediente capace di attraversare culture e territori.
Ogni cucina la interpreta attraverso gesti, materie prime e ricordi differenti. Per questo il World Pasta Day non è soltanto una celebrazione di uno dei piatti più amati al mondo. È anche un’occasione per scoprire come una preparazione familiare possa cambiare volto senza perdere il proprio legame con la tradizione.
Per conoscere gli orari, verificare la disponibilità dei piatti e prenotare, è consigliabile contattare direttamente i ristoranti.
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Foto: ufficio stampa