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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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El Gaucho torna al fuoco: il gancho e la domenica dell’asado
El Gaucho di Javier Zanetti riparte dal fuoco. Lo storico ristorante argentino di via Carlo D’Adda, aperto a Milano nel 2003, affronta l’autunno con un menu rinnovato dallo chef Gabriel Langone, la cottura al gancho e il nuovo Domingo de Asado. Una ripartenza che guarda alle origini, mentre il progetto continua a muoversi anche verso il Lago Maggiore.
La novità più interessante è una tecnica che non cerca scorciatoie: la cottura al gancho, nella quale la carne viene appesa a un gancio accanto al fuoco vivo e lasciata cuocere lentamente, attraverso un calore indiretto e costante.
È una modalità di cottura legata alla tradizione argentina e alla cultura dei gauchos. Il principio è semplice, ma il risultato dipende dal tempo e dall’attenzione: la carne rimane lontana dalla fiamma diretta e viene accompagnata lentamente dal calore, sviluppando anche le note affumicate della brace.
A El Gaucho il gancho entra nel menu autunnale accanto alla parrilla tradizionale e viene proposto su richiesta. Non sostituisce quindi la griglia che ha costruito la storia del ristorante, ma aggiunge un altro modo di raccontare la carne.
Ed è probabilmente questo il dettaglio più interessante del nuovo corso: per cambiare, El Gaucho sceglie di tornare ancora più vicino alla propria origine.
Alla guida della cucina c’è lo chef Gabriel Langone, con un lavoro concentrato sulle cotture, sulla materia prima e sulla riconoscibilità dei sapori argentini. Il fuoco, in questo caso, non è soltanto uno strumento tecnico: diventa parte visibile dell’esperienza.


L’altra novità dell’autunno arriva nel calendario. Ogni domenica El Gaucho accende la parrilla anche a pranzo con il Domingo de Asado, appuntamento dedicato a uno dei momenti più riconoscibili della cultura gastronomica argentina.
L’asado domenicale, infatti, è qualcosa che va oltre il piatto. È un’occasione per stare insieme, accendere il fuoco senza fretta, mangiare lentamente e lasciare che il pranzo occupi una parte importante della giornata.
È questa dimensione conviviale che il ristorante porta sui Navigli: la carne sulla parrilla, un calice di Malbec e un pranzo costruito intorno al tempo della tavola.
La scelta della domenica è significativa proprio perché non aggiunge semplicemente un nuovo servizio al calendario. Prova a trasferire a Milano una consuetudine argentina, mantenendone soprattutto la dimensione sociale.
In una città abituata a pranzi veloci e appuntamenti incastrati tra un impegno e l’altro, l’asado chiede invece di fermarsi.
El Gaucho è una presenza ormai storica nella ristorazione milanese. Nato nel 2003 per iniziativa di Javier Zanetti, il ristorante ha costruito il proprio racconto intorno alla cucina argentina, alla parrilla, alla carne e al vino.
Oggi quella storia entra in una nuova fase anche attraverso una squadra rinnovata. Al fianco di Zanetti arriva Gustavo Diaz, coinvolto nella direzione, nell’organizzazione del locale e nello sviluppo dei nuovi progetti del gruppo.
Il passaggio arriva dopo un’estate che ha portato il marchio fuori da Milano con KU by El Gaucho, il progetto aperto a Laveno Mombello, sul Lago Maggiore. Qui la stessa identità argentina è stata tradotta in un formato diverso, tra ristorante, cocktail bar e spazi all’aperto.
La parrilla è rimasta il punto centrale anche sul lago, ma l’esperienza è diventata più ampia: si può arrivare per il pranzo, fermarsi per un drink e vivere gli spazi all’aperto seguendo il ritmo della giornata. Il progetto ufficiale di KU conferma proprio questa impostazione, con ristorazione, cocktail e attività all’aperto nel Parco Gaggetto di Laveno Mombello.
Secondo quanto comunicato dal gruppo, KU ha superato i 10mila ospiti durante la stagione estiva. Il dato accompagna una nuova fase di sviluppo sul Lago Maggiore, dove è previsto anche un ulteriore locale in collaborazione con un partner che sarà presentato nei prossimi mesi.
Milano e lago diventano così due ambienti diversi per la stessa identità: da una parte il ristorante storico, che torna a concentrarsi sulla carne e sulle tecniche della tradizione; dall’altra un progetto più aperto e contemporaneo, costruito intorno alla possibilità di vivere il luogo per più ore.
La traiettoria è interessante perché non passa attraverso un cambio radicale di identità. Al contrario, il nuovo corso di El Gaucho sembra partire proprio da ciò che lo ha reso riconoscibile.
Il gancho aggiunge una tecnica antica alla parrilla. Il Domingo de Asado trasforma la domenica in un’occasione di convivialità argentina. KU porta la stessa cultura gastronomica in un contesto completamente diverso.
Sono tre modi differenti di lavorare sullo stesso elemento: il fuoco.
E forse è proprio qui che si trova il senso di questa nuova stagione. Non nell’idea di reinventare El Gaucho, ma nella possibilità di far evolvere una storia di oltre vent’anni senza perdere il gesto originario da cui tutto è partito.
Ci sono cucine che cambiano inseguendo la novità e altre che trovano nel ritorno alle proprie origini una possibilità di evoluzione. El Gaucho sceglie la seconda strada: più che allontanarsi dalla propria storia, torna a guardare dentro il fuoco da cui è nata.
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Foto: ufficio stampa