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Journal indipendente su food, persone, territori e cultura del gusto.
Diretto da Michela Rossi
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A Monza la pizza al trancio si fa spazio: Filante apre in centro
C’è qualcosa di immediatamente riconoscibile nella pizza al trancio: la base dorata, la mozzarella che si scioglie e il piacere di mangiare una pizza senza troppe formalità. Dal 7 ottobre, nel centro di Monza, Filante porta la propria interpretazione di questa specialità, con farciture generose, ricette classiche e combinazioni più creative. Dopo le due sedi milanesi, il marchio fondato da Federico Delunas arriva in via Manfredo Camperio con un locale pensato per il pranzo, la cena e i momenti da condividere.
La nuova pizzeria si trova in via Manfredo Camperio 7/9, dopo le aperture milanesi di Corso Sempione e Piazzale Susa. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare la pizza al trancio, una specialità che spesso associamo a un pasto veloce, ma che può diventare anche l’occasione per sedersi a tavola e godersi una pausa in compagnia.
La sede monzese segue l’identità visiva degli altri locali, con ambienti moderni e un’atmosfera giovane e conviviale. Gli spazi comprendono due sale interne, per un totale di 55 coperti, e un dehors da 25 posti sotto il portico.
La posizione centrale rende il locale una possibilità da considerare sia per il pranzo sia per una cena informale. L’idea è semplice: mantenere la spontaneità della pizza al trancio, affiancandola a un servizio al tavolo e a un ambiente nel quale fermarsi senza fretta.


Per avvicinarsi al menu si può partire dalla Margherita, la scelta più classica e, secondo il brand, la più amata dai clienti. È anche il modo più diretto per apprezzare l’equilibrio tra la base croccante, la morbidezza della parte interna e la copertura di mozzarella.
La Filante punta invece sulla doppia mozzarella, insieme a pomodoro e origano, mentre la Bufalotto aggiunge la mozzarella di bufala fuori cottura, olio extravergine d’oliva, origano e basilico.
Chi preferisce abbinamenti più articolati può scegliere la Giallorosso, con pomodoro, mozzarella, pomodorini rossi e gialli al forno, stracciatella e pesto di basilico fatto in casa. Più decisa la Ribelle, che combina crema di ‘nduja preparata in casa, cipolla rossa caramellata, stracciatella e taralli sbriciolati.
Le due proposte giocano su contrasti diversi: nella Giallorosso si incontrano la freschezza del pomodoro e la cremosità dei formaggi; nella Ribelle, la nota piccante della ‘nduja si accompagna alla dolcezza della cipolla e alla componente croccante dei taralli. Una varietà che permette di passare dai sapori più familiari a quelli più intensi.
Anche le dimensioni cambiano in base all’appetito. La teglia da 45 centimetri viene divisa in sei porzioni per il formato normale e in quattro per quello abbondante. I prezzi partono da 6,50 euro e arrivano a 14,50 euro per i tranci più ricercati e grandi. Lo scontrino medio dichiarato per il servizio al tavolo è di circa 17 euro a persona, sia a pranzo sia a cena.
Accanto alla pizza ci sono insalate e dolci fatti in casa, tra cui tiramisù al bicchiere e New York cheesecake in diverse versioni. Per chi preferisce mangiare a casa, sono disponibili anche asporto e delivery tramite Glovo.
La caratteristica su cui Filante concentra particolare attenzione è la lavorazione della base. La ricetta prevede farina di tipo 1 del Molino Bongiovanni e un’elevata idratazione, con l’obiettivo di ottenere una struttura soffice e alveolata, senza rinunciare alla croccantezza sul fondo.
La lievitazione si sviluppa in tre fasi e supera le 24 ore. La cottura avviene in forno elettrico, scelto per garantire uniformità nel risultato.
La farina di tipo 1 contiene più fibra rispetto alla tradizionale farina raffinata di tipo 00. Si tratta di una caratteristica interessante nella scelta delle materie prime, anche se il valore nutrizionale complessivo della pizza dipende da diversi fattori, comprese le quantità e le farciture.
«Il nostro obiettivo è valorizzare la pizza al trancio, proponendo una pizza soffice cotta in teglia, croccante alla base e completamente ricoperta di mozzarella», racconta Federico Delunas, fondatore di Filante.
Il punto è superare l’associazione automatica tra pizza al trancio e pesantezza, concentrandosi sulla qualità della lavorazione e sulla cottura. La verifica più concreta resta naturalmente l’assaggio, nel rapporto tra consistenza, farcitura e dimensione della porzione.

Filante nasce nel 2020 dall’interesse di Federico Delunas per la pizza al trancio. Dopo diverse esperienze manageriali in altri settori, Delunas ha scelto di dedicarsi alla ristorazione, aprendo la prima sede milanese a Piazzale Susa.
L’obiettivo è dare una veste contemporanea a una specialità della tradizione urbana, curando non soltanto il prodotto ma anche il contesto in cui viene servito. Il percorso del marchio è accompagnato dai riconoscimenti citati nella presentazione aziendale da parte di Gambero Rosso e Identità Golose.
Con Monza si apre un nuovo capitolo, rivolto a un pubblico diverso da quello delle prime due sedi. La posizione centrale, la disponibilità di posti al coperto e all’aperto e la varietà del menu permettono di immaginare occasioni di consumo differenti, dalla pausa pranzo a una serata tra amici.
Sarà il pubblico monzese a misurarsi con questa proposta, partendo da un prodotto conosciuto e da una domanda concreta: quanto contano, quando si sceglie una pizza, la qualità della base, la generosità della farcitura e il piacere di mangiarla in un ambiente accogliente?
La pizza al trancio non ha bisogno di essere reinventata per trovare il proprio spazio: è immediata, conviviale e adatta a tante occasioni. Filante punta a valorizzarla attraverso la cura della preparazione, un menu che alterna tradizione e creatività e un locale dove sedersi a mangiare.
Con la nuova apertura nel centro di Monza, questa specialità trova un altro indirizzo in cui essere protagonista. E, come spesso accade con la pizza, il giudizio finale resta nelle cose più semplici: una base ben cotta, una farcitura equilibrata e la voglia di concedersi un altro assaggio.
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Foto: ufficio stampa