Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Journal indipendente su food, design e cultura contemporanea
Journal indipendente su food, design e cultura contemporanea

Tra risaie e culture: la Lomellina cambia linguaggio
Il turismo del riso esperienziale entra in una nuova fase proprio in Lomellina, provincia di Pavia. Dal 22 al 24 maggio il territorio si apre come un paesaggio narrativo fatto di risaie, cascine, treni storici e cucina d’autore. Non è più solo una manifestazione agricola: è un segnale chiaro di come oggi si stia trasformando il modo di raccontare la campagna italiana, tra consumo culturale, food experience e nuove forme di viaggio lento.
La Lomellina non è mai stata un luogo “da attraversare distrattamente”. È una pianura che si riconosce dal ritmo dell’acqua, dalle risaie che in primavera diventano specchi e da un paesaggio che sembra fermo solo in apparenza.
Eppure oggi qualcosa cambia.
“Benvenuti in Lomellina” non si limita più a celebrare la tradizione agricola: la usa come punto di partenza per costruire un’esperienza. Cascine aperte, itinerari diffusi, treni storici e percorsi tra borghi e campi disegnano un modello preciso di turismo rurale contemporaneo.
Non è nostalgia. È un nuovo modo di abitare la campagna.

Dentro questo scenario si inserisce anche la presenza dello chef giapponese Hirohiko Shoda.
Ma il punto non è “il Giappone in Lomellina” come effetto scenico. È qualcosa di più sottile: il riso come linguaggio comune tra culture agricole diverse.
La Lomellina non si trasforma in altro da sé. Al contrario, usa un elemento identitario fortissimo — il riso — per creare un dialogo gastronomico.
Lo showcooking previsto a Mortara non è una sovrastruttura, ma un gesto coerente con il territorio: mettere in relazione ingredienti locali e tecniche interpretative diverse, senza snaturare il contesto.
È qui che il progetto diventa interessante anche dal punto di vista del food system contemporaneo: non importa solo cosa si cucina, ma come il cibo racconta un territorio senza chiuderlo in se stesso.
Uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026 è il ritorno del treno storico da Milano Centrale verso Robbio.
Il “Lomellina Express” non è un semplice mezzo di trasporto: è parte del racconto.
Carrozze d’epoca, locomotiva a vapore e arrivo in una pianura agricola costruiscono un’esperienza che intercetta una tendenza molto chiara del consumo contemporaneo: il valore del tempo rallentato.
Nel turismo food & beverage, oggi, il viaggio è sempre più importante quanto la destinazione.
E la Lomellina si inserisce perfettamente in questo cambio di prospettiva.
Accanto agli eventi e agli itinerari, le cascine aperte rappresentano il cuore più concreto del progetto.
Qui il riso non è racconto, ma lavoro quotidiano.
Visitare le aziende agricole significa entrare dentro la filiera: vedere come nasce un prodotto che spesso si dà per scontato, incontrare chi lo coltiva, capire la stagionalità, la gestione dell’acqua, la trasformazione del paesaggio.
È una forma di consumo sempre più richiesta: consapevole, diretto, verificabile.
E soprattutto esperienziale.
Quello che colpisce della Lomellina oggi è la capacità di parlare anche a un pubblico urbano senza perdere identità.
Non c’è idealizzazione della campagna, ma una sua rilettura contemporanea: gravel tra le risaie, degustazioni diffuse, percorsi culturali, cucina di comunità e aperture delle cascine.
È un modello che si avvicina molto a quello che il pubblico del food lifestyle sta già cercando:
La campagna non è più “fuori città”. È un’estensione del modo in cui si vive il cibo.
La forza di questa edizione di “Benvenuti in Lomellina” non sta nell’apertura verso l’esterno, ma nella capacità di far emergere ciò che è già lì.
Il riso non diventa altro. La campagna non si traveste.
Si limita a cambiare linguaggio.
E in questo cambio di linguaggio si legge qualcosa che va oltre l’evento: una trasformazione silenziosa di come oggi il cibo, il paesaggio e il viaggio si stanno fondendo in un’unica esperienza culturale.
Non perderti i prossimi articoli su SorsidiMorsus qui
Ti consiglio anche gli articoli di cibo e territori su Cucinoincasa qui