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Risò 2026: il riso italiano si racconta alle nuove generazioni

La cultura del riso attraversa i territori di Piemonte e Lombardia, dove da secoli disegna il paesaggio e racconta la storia di migliaia di aziende agricole. È un patrimonio fatto di acqua, lavoro, tradizioni e innovazione. Un patrimonio che continua a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy.

In questo contesto si inserisce Risò – Festival Internazionale del Riso, che dall’11 al 13 settembre tornerà a Vercelli con la sua seconda edizione.

Un Festival che parte dai bambini

L’attesa per Risò è già iniziata grazie alla partecipazione a La Fattoria in Città. Qui bambini e famiglie hanno potuto avvicinarsi al mondo del riso attraverso laboratori e attività pensate per stimolare curiosità e conoscenza.

Una scelta che racconta bene la filosofia della manifestazione. Far conoscere la cultura risicola significa partire proprio dalle nuove generazioni.

L’Area Kids per imparare giocando

In un’epoca in cui il consumatore è sempre più distante dalla produzione agricola, educare i bambini al valore del cibo è fondamentale. Significa insegnare il rispetto per il territorio e per il lavoro di chi lo coltiva.

Per questo l’Area Kids rappresenta uno degli spazi più interessanti del Festival. Sarà un luogo dove imparare giocando e scoprire come nasce il riso. Un percorso che permetterà ai più piccoli di conoscere il ruolo dell’acqua, dell’agricoltura e della biodiversità nelle risaie italiane.

Il valore del riso italiano

Il riso italiano è molto più di un ingrediente. Dietro ogni chicco si nasconde una filiera fatta di esperienza, ricerca e qualità.

Varietà storiche come Carnaroli, Arborio, Baldo, Roma e Sant’Andrea raccontano la ricchezza della nostra risicoltura. Sono simboli di un patrimonio agricolo e gastronomico che merita di essere valorizzato e conosciuto anche dalle nuove generazioni.

Una seconda edizione ricca di appuntamenti

Risò 2026 punta a consolidarsi come evento di riferimento per il settore. Il programma prevede incontri B2B internazionali il 9 e 10 settembre, il Village aperto al pubblico dall’11 al 13 settembre e il convegno scientifico dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” il 13 e 14 settembre.

Ricerca, divulgazione, gastronomia e promozione del territorio si incontrano così in un unico grande appuntamento.

Il ricordo della prima edizione

Come redazione di Sorsi di Morsus, abbiamo avuto il piacere di partecipare alla prima edizione del Festival. Abbiamo respirato un’atmosfera di entusiasmo e condivisione, tra degustazioni, incontri e racconti del territorio.

Accanto agli operatori della filiera erano presenti tanti appassionati e numerosi curiosi. Molti di loro volevano semplicemente conoscere meglio il mondo del riso e la sua storia.

Un patrimonio da tramandare

Il riso non è soltanto un prodotto agricolo. È paesaggio, identità e cultura. Raccontarlo attraverso esperienze e attività dedicate alle famiglie significa investire sul futuro di una tradizione che appartiene a tutto il nostro territorio.

Vedere tanti bambini avvicinarsi con curiosità a un chicco di riso è forse il messaggio più bello che questa seconda edizione di Risò vuole lasciare. Perché il futuro della risicoltura italiana passa anche dalla capacità di trasmettere conoscenze, valori e passione alle nuove generazioni.

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